La protesta
Fiumetto dice no alla vendita dell’ex asilo annesso alla chiesa
Raccolte in pochi giorni duecentocinquanta firme «Il complesso che ospitava le suore è un edificio di interesse pubblico»
PIETRASANTA
Il complesso con il vecchio asilo, la sacrestia e l’abitazione delle suore annesso alla chiesa «non si vende». Monito a firma di una comunità, quella di Fiumetto, che dice appunto no alla messa in vendita di un immobile che molti – dicono dalla frazione – danno per certa. Per un prezzo che, si vocifera, sarebbe di circa 300mila euro – rilanciano i firmatari della protesta che nel breve volgere di pochi giorni ha raccolto 250 adesioni – importo non crediamo realizzabile anche perché lo stesso complesso, di proprietà dei Frati Minori, è classificato come «edificio pubblico o di interesse pubblico». Sta di fatto che la notizia della probabile alienazione di un immobile che appartiene alla memoria dei marinelli, sta facendo fortemente discutere. «L’edificio è stato realizzato, 60 anni fa, con i soldi pubblici per dotare la frazione delle necessarie strutture religiose: con la vendita si avrebbe un impoverimento del nostro paese. Per altro i denari ricavati verrebbero impiegati per strutture religiose di altre zone. Dopo l’allontanamento delle ultime suore da Fiumetto auspichiamo che la Diocesi di Pisa e la Parrocchia di Tonfano risolvano il problema con i Frati Minori annullando la possibile vendita. Quello che poi temiamo è che tutta questa operazione porterà, in futuro, anche all’alienazione della nostra Chiesa».
Da qui la richiesta, da parte dei firmatari della protesta «di chiarezza da parte delle autorità religiose, ma anche civili. I parrocchiani di Fiumetto vogliono, per non trovarsi di fronte al fatto compiuto, sapere cosa sta succedendo. Da subito. Così come ci chiediamo se il Comune – Sindaco, giunta e via dicendo – sia a conoscenza della futura alienazione e se condividano una possibile variazione di destinazione d’uso dell’asilo e degli annessi. In poche parole non vogliamo trovarci di fronte al fatto compiuto. Per altro la nostra contrarietà aumenta perché, si vocifera, che stessa operazione si potrebbe verificare a Focette. Chi di dovere, lo ripetiamo, faccia chiarezza. La nostra memoria, religiosa e storica, non si tocca». – L. B.
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