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Burlamacco & coronavirus 

Corsi mascherati in primavera (o estate). In Fondazione si studia un “piano B”

Claudio Vecoli
Corsi mascherati in primavera (o estate). In Fondazione si studia un “piano B”

Per ora le date del Carnevale di Viareggio 2021 sono confermate a gennaio e febbraio. Ma in caso di aumento dei contagi si ipotizza uno slittamento

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Viareggio

Le date del Carnevale 2021? Eventuali modifiche al calendario già comunicato – che prevede l’inizio dei corsi mascherati sabato 30 gennaio - non saranno decise prima di novembre. Anche se si sta (ovviamente) ragionando di un eventuale slittamento delle date a primavera. O, addirittura, all’estate. Ma non c’è alcun “piano B” che prevede lo svolgimento delle sfilate a porte chiuse. O con appena mille spettatori (capienza massima possibile se il Carnevale si tenesse ora). Inutile sottolineare che il clima di incertezza dipende dall’evoluzione dell’epidemia di coronavirus che al momento – dai concerti alle partite di calcio – sta frenando un po’ tutte le grandi manifestazioni. E che molto dipenderà da cosa succederà proprio quest’autunno con la curva dei contagi.

In occasione della presentazione dei bozzetti, la presidente della Fondazione Marialina Marcucci aveva ribadito che al momento si lavora come se il debutto dei corsi mascherati sia sempre quello di sabato 30 gennaio. Ma dietro le dichiarazioni ufficiali – condizionate anche dalle esigenze comunicative della campagna elettorale per cui poco prima del voto non sono certo auspicabili incertezze sul calendario 2021 del Carnevale – è scontato che si stia pensando a come regolarsi se le misure anti-Covid dovessero prolungarsi anche nei prossimi mesi.

Di certo lo stop alla riapertura degli stadi – che quanto a rischio assembramenti ha più di una affinità con manifestazioni come il Carnevale di Viareggio – non aiuta a immaginare un inizio 2021 senza più vincoli di mascherine e distanziamento. Ecco dunque che l’ipotesi alternativa maggiormente probabile resta quella di uno slittamento dei corsi mascherati. Ma, eventualmente, a quando?

L’opzione principale – se dovesse essere rivisto il calendario di gennaio-febbraio – resta uno slittamento delle sfilate durante i ponti di primavera. Che, ironia del destino, il prossimo anno non sono neppure particolarmente felici. Il 25 aprile, infatti, cade di domenica, mentre il 1° maggio è di sabato. Comunque, utilizzando tre-quattro weekend a cavallo fra aprile e maggio, potrebbero essere allestito un calendario di emergenza. E, tutto intorno, potrebbero ruotare le feste rionali, anche queste (di conseguenza) spostate dal loro alveo temporale tradizionale. Questo permetterebbe di spostare eccezionalmente i festeggiamenti di Carnevale in primavera senza tuttavia arrivare alla ipotesi più drastica di un annullamento dei corsi mascherati.

La seconda opzione – da prendere in considerazione solo se l’emergenza dovrebbe prolungarsi anche alla primavera – è invece quella di spostare le sfilate nel periodo estivo. Una soluzione che però in Fondazione è meno gradita per tutta una serie di problemi logistici a cominciare dall’allestimento del circuito in piena stagione balneare e per finire con la rimozione delle verande per i bar che si trovano sulla Passeggiata.

Per il momento, comunque, non verrà presa alcuna decisione. Comunque sia, se ne riparlerà a novembre, quando si dovrà decidere se mandare in stampa i biglietti cumulativi e mettere in moto la complessa macchina del Carnevale. E quando – si spera – il quadro sull’emergenza Covid sarà un po’ più chiaro rispetto ad adesso. —




 

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