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Giro di vite sui passi carrabili non pagati dalle ville del Forte

Melania Carnevali
Giro di vite sui passi carrabili non pagati dalle ville del Forte

Solo sul lungomare ci sono 54 varchi non richiesti. L’amministrazione comunale adesso vuole regolarizzare gli accessi

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FORTE DEI MARMI. Solo sul lungomare di Forte dei Marmi ci sono – secondo fonti comunali – 54 accessi a ville, e altri edifici, che non espongono il cartello di passo carrabile. E se non lo espongono è probabile che non ne abbiano mai fatto richiesta al Comune e non abbiano mai pagato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico prevista. Perché? Nessuno ci ha mai fatto caso? È l’amministrazione che adesso vuole vederci chiaro e costringere i proprietari di ville a mettersi in regola.

Un passo indietro. Per passo carrabile si intendono gli accessi che prevedono il passaggio di un veicolo da una strada pubblica ad un’area privata. Non lo sono i portoni e tutti quei varchi che sono utilizzati esclusivamente dai pedoni o ciclisti.

Il passo carrabile però non è automatico; per impedire alle altre auto di sostare davanti al varco bisogna farne richiesta al Comune. Per la richiesta ci sono dei costi da sostenere, cioè le marche da bollo e il costo del relativo contrassegno, più il canone annuale per l’occupazione di suolo pubblico che al Forte è di venti euro a metro lineare.

Non deve pagare quest’ultima tassa chi ha il passo a raso, cioè allo stesso livello della strada. È obbligatoria invece per tutti gli altri. In ogni caso, anche chi ha il varco a raso deve far richiesta al Comune e pagare il costo previsto per ottenere il cartello di divieto di sosta. Solo così ottiene il diritto di avere il passaggio libero e di, eventualmente, far portar via dal carroattrezzi auto parcheggiate davanti.

Bene, pare che al Forte sia numerosi i proprietari di ville che stanno beneficiando di un varco libero senza aver mai pagato la tassa ed esposto il cartello di divieto di sosta. Per quanto riguarda il lungomare ci sarebbe una doppia perdita per il Comune, quella della tassa sul passo carrabile e quella del parcheggio non pagato.

Stando a fonti interne al Comune, pare che l’amministrazione comunale stia per dare mandato agli uffici di verificare lo stato dei vari accessi per poi – in caso di irregolarità – andare a batter cassa.

Un po’come accaduto a Massarosa a cavallo tra il 2016 e il 2017, quando il Comune portò avanti una campagna di regolarizzazione dei passi carrabili che scatenò l’ira dei cittadini. In sostanza l’amministrazione impose anche ai proprietari di immobili con un passaggio a raso di fare richiesta (quindi pagare) di passo carrabile, come d’altronde previsto dal codice della strada. E non mancarono ovviamente i ricorsi ai tribunali. —
 

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