La protesta
Sicurezza ai seggi, i presidenti arrivano fino in Parlamento
Promossa una petizione on line e contattato il parlamentare Riccardo Magi «Servono scorte di igienizzanti e mascherine del tipo FP2»
VIAREGGIO
«Non è in corso nessuna fuga di presidenti di seggio dal fronte, ma soltanto un tentativo di dialogo con le istituzioni chiamate a garantire il regolare svolgimento delle elezioni. È stata anche promossa una raccolta di firme su una petizione al Parlamento, consultabile su “Avaaz” », così fanno sapere Eugenio Biancalana, Max Bertoni, Annarita Chillosi, Emilio Colombo, Mirna Cucurnia, Franco Falcini, Giuliano Giacomo Graziu, presidenti di seggio con esperienza pluriennale. «Abbiamo contattato Riccardo Magi, parlamentare di “Europa più” per far arrivare le ragioni dei presidenti di seggio alle prese con le elezioni ai tempi del virus fino in Parlamento», racconta Colombo. Il quale ha scritto al presidente del Tribunale di Lucca, Valentino Pezzuti, dopo aver letto la comunicazione che lo stesso Pezzuti ha inviati a tutti gli uffici elettorali della provincia di Lucca, evidenziando l’eccesso di defezioni in corso e ricordando che senza giusto motivo c’è il processo per direttissima. Pezzuti ha anche sottolineato come i timori per il contagio non possano essere considerati motivi validi per non adempiere all’incarico.
Tra le questioni relative alla sicurezza che Colombo pone c’è anche quella che riguarda un comportamento al seggio da parte degli elettori: «La circostanza che l’elettore rimuova la mascherina in un luogo chiuso imporrebbe l’utilizzo quantomeno di mascherine FP2, che, per evidenti motivi di budget, è più che lecito ritenere non saranno messe a disposizione dei pubblici ufficiali impegnati al seggio».
Ma c’è anche un’altra questione che Colombo pone e non è da poco, anche se non riguarda la pandemia. «L'articolo 19 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata. La legge 8 marzo 1989, numero 101, adottata ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione, riconosce il valore delle principali festività ebraiche, tra cui assumono particolare rilievo Rosh Hashanà (Capodanno), Yom Kippur e Pesach (Pasqua). Com'è noto, dal tramonto di venerdì 18 al tramonto di domenica 20 settembre 2020 ricorre Rosh Hashanà». Ed il il componente del seggio elettorale che decidesse di celebrare Rosh Hashanà «si troverebbe costretto a rinunciare all’ufficio». —
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