Il Tirreno

Versilia

emergenza covid 

Badante torna dalla Romania e nessun hotel ha un camera

d.f.

La donna deve segnalare il proprio rientro alla Asl e trascorrere 14 giorni in isolamento fiduciario a prescindere dall’esito dei test

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viareggio

Ha bussato alle porte di tutti gli hotel di Viareggio, in cerca di una stanza di ritorno dalla Romania, ma ha trovato solo risposte negative: è il calvario di una donna, di professione badante convivente, andata in patria per la ferie ed oggi rientrata a Viareggio per riprendere il lavoro. A raccontarlo è la famiglia che le ha affidato una anziana non autosufficiente: «Siamo diventati matti», racconta la signora Anna Lucia Borzi, «per un’intera giornata abbiamo cercato una sistemazione e non c’era niente da fare». Poi, tra quattro sorelle, è spuntato fuori un posto in appartamento. In attesa dell’esito del tampone, obbligatorio per chi torna dalla Romania e deve segnalare il rientro utilizzando il modulo on-line sulle pagine web del Sistema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva (Sispc) all’indirizzo: https://www.prevenzionecollettiva.toscana.it/welcome/pages/segnalazione_estero.html. A prescindere dall’esito del test, il cittadino sarà sottoposto ad un periodo di 14 giorni di isolamento fiduciario (quarantena) con sorveglianza attiva da parte dell’Azienda sanitaria competente che provvederà a contattare telefonicamente il cittadino per valutare la situazione clinica e concordare l’effettuazione del tampone.

«Avevamo avviato la pratica con la Asl per i progetti relativi alle persone non autosufficienti», continua la signora Borzi: «Ma il percorso si è interrotto a causa del lockdown». Se si fosse concluso e l’anziana fosse rientrata in uno dei progetti Asl, al ritorno dalle vacanze in Romania la badante avrebbe avuto diritto ad alloggiare, senza alcuna spesa, in uno degli hotel sanitari reperiti sul territorio dalla Asl Toscana Nord Ovest.

«Non è giusto che si facciano queste discriminazioni», è la protesta della famiglia Borzi, preoccupata per la salute della anziana accudita, ma anche per il ritorno al lavoro della badante, nel delicato rapporto che si crea tra le due figure.

Il Tirreno ha illustrato la vicenda alla Asl, la quale ha confermato che «se l’assistito/a non è inserito in un programma della Azienda sanitaria, la soluzione sulla collocazione della badante rientrata è a carico dei privati». Un problema nazionale che riguarda un gran numero di famiglie e lo collaboratori domestico/sanitari. —



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