Il Tirreno

Versilia

La POLEMICA SULLA SERATA CON NEK 

Il Twiga al contrattacco: basta falsità e strumentalizzazioni

Luca Basile
Il Twiga al contrattacco: basta falsità e strumentalizzazioni

L’ad Cambiaggio: «Non c’è stato alcun concerto, nessuna serata di ballo qui le regole sono sempre rispettate, si fa un caso solo perché si parla di Briatore»

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PIETRASANTA

«Non c’è stato alcun concerto, non c’è stata alcuna serata di ballo. Niente di niente. La verità è che vedo solo tanta strumentalizzazione». Sono giornate impegnative per Mario Cambiaggio, amministratore delegato del Twiga: prima il caso Billionaire, poi la positività al Coronavirus del cognato Flavio Briatore, poi ancora, a chiosa di una settimana complicata per il gruppo che fa capo allo stesso Briatore e a Daniela Santanché, un video dove Nek, mercoledì notte proprio al Twiga, intona i suoi ritornelli più famosi con il contorno, danzante, di alcune persone senza mascherina. «Sa quante persone c’erano – chiede Cambiaggio – l’altra sera, al Twiga, per la cena di fine stagione del nostro stabilimento balneare?».

Quante?

«Un centinaio per un locale che ne può contenere fino a 1200. Scriva anche questo. E i tavoli erano tutti distanziati».

Già, ma poi Nek si è messo a cantare e le distanze, così come le mascherine, sono venute meno: o non è così?

«Nek è da anni un nostro cliente: a gran voce gli hanno chiesto di cantare un brano, si è così diretto verso il palco vicino alla consolle e ha cantato per pochi minuti. Ed effettivamente qualcuno si è alzato a sua volta dal tavolo e ha cantato con lui, senza indossare la mascherina. Giusto per pochi istanti. E comunque erano tutti clienti abituali del nostro stabilimento balneare con la quasi totalità degli ospiti che è rimasta al proprio tavolo. No, mi ripeto, qui si fa un caso solamente perché si parla di Twiga e Briatore».

A proposito, come sta suo cognato?

«Bene: nella giornata di oggi sarà dimesso. E poi osserverà quanto previsto dai protocolli in attesa del nuovo tampone».

Tornando all’episodio con al centro Nek, non era forse il caso di evitare, alla luce di quanto successo nei giorni precedenti e delle polemiche in scia al Billionaire, una situazione del genere?

«Non c’è mai stato un momento di pericolo e il video postato dice poco e niente. Per quanto mi viene riferito altrove si fanno addirittura feste su spiaggia e si balla, mentre al Twiga, dal 16 agosto, come da direttiva, ci limitiamo alle cene-spettacolo e se qualcuno si mette a ballare, viene invitato a rimettersi al proprio posto al tavolo. Stiamo molto attenti a distanziamenti e presenze e prova ne è il salasso economico che stiamo subendo alla pari di tanti altri locali. Ma la priorità è tutelare la salute: i nostri dipendenti hanno eseguito il tampone. Sono tutti risultati negativi».

Intanto, però, un deputato del Movimento 5 Stelle – Francesco Berti – ha segnalato il video di Nek alla Prefettura per mancato rispetto delle prescrizioni Covid: il suo pensiero?

«Che se non si parlasse del Twiga di Briatore non ci sarebbe tutta questa grande attenzione mediatica. Lo ripeto: noi le regole le rispettiamo. Ogni giorno. E l’altra notte non ha fatto eccezione. Detto questo con ieri sera abbiamo concluso con le cene-spettacolo e il 15 settembre, chiuderemo la stagione estiva, sia per quanto riguarda il ristorante che per lo stabilimento balneare. Poi, a bocce ferme, faremo le dovute valutazioni». —



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