Sicurezza
Si sposa e apre il punto d’ascolto per le famiglie arcobaleno
Per Isabella Passaglia e la sua compagna unione civile oggi a Villa Argentina. Poi l’impegno per una sede dell’associazione anche a Viareggio
VIAREGGIO. Quattro anni di amore ed oggi il sogno che si avvera: Isabella Passaglia, avvocato, 36 anni, sposa a Villa Argentina la compagna e collega trentaquattrenne. Un passo che non è solo evento privato, ma anche impegno civile. «Sulla mia strada ho trovato sempre persone che mi hanno accettata. Ed i miei genitori sono stati dei grandi. Ma non è sempre così. Le discriminazioni ci sono e sono ancora forti. Per molti ragazzi e ragazze la cosa più difficile rimane parlarne a casa».
Per questo Isabella coltiva il progetto di aprire, anche a Viareggio, una sezione dell’associazione “Famiglie Arcobaleno”, molto attiva nel resto della Toscana. «Stiamo pensando di costituirla nel giro di poco», racconta Passaglia, che della associazione è già attivista, seduta nello studio del collega Giammarco Romanini, da sempre impegnato su questo fronte. Un’associazione che fornisce «un punto di ascolto e sostegno», soprattutto per i più giovani e per le loro famiglia, sottolinea Passaglia.
«Resta, come dicevo, il problema di come dirlo», continua l’avvocato Passaglia, «che poi è un passaggio che significa anche fare pace con se stessi». Pur trattandosi di amore, un principio universale che tale rimane a prescindere da quale sia il destinatario di tale sentimento.
Impossibile non chiedere, proprio in virtù di questo sentimento universale, come Passaglia e la sua compagna siano arrivate alla decisione di unirsi civilmente: «È stata una cosa molto naturale, un sentire arrivato da un anno a questa parte, vivendo la quotidianità di una coppia qualsiasi. È il coronamento di una storia importante, un passo al quale arriviamo anche in prospettiva di avere una famiglia, in futuro».
Famiglia che significa anche figli, come in tutte le famiglie. Ed allora è inevitabile chiedere ad Isabella Passaglia se stia cambiando o no l’atteggiamento del mondo esterno nei confronti delle coppie dello stesso sesso con figli.
«Dai racconti che ho modo di ascoltare», così la risposta dell’avvocato prossimo alle nozze, «appare che soprattutto a scuola, le maestre si stanno rapportando con questa nuova realtà e chiedono aiuto sul come comportarsi, per esempio quando ci sono le feste canoniche che coinvolgono la famiglia».
Anche se il vero esempio, alla fine, lo danno i più piccoli, per i quali famiglia è dove c’è amore. A prescindere dal sesso degli adulti che la compongono insieme a loro e dalla divisione dei ruoli, oggi davvero assai meno importante di fattori come la presenza, il tempo e l’esempio che si riservano ai propri figli. —
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