Sicurezza
Muore a 55 anni dopo cinque mesi di malattia
Daniela Bianchi era la storica responsabile del patronato Sias di Viareggio e Pietrasanta. Gli amici: «Ci mancherai»
Cesare Bonifazi / Massarosa
Ci sono persone che più di altre raccontano le storie di una comunità. Daniela Bianchi, 55 anni, era così: una donna gentile e sorridente che aveva fatto dell’aiuto agli altri e del proprio lavoro una ragione di vita. Daniela, responsabile storica del patronato e Caf Sias di Viareggio e di Pietrasanta, si è spenta nel pomeriggio di martedì all’ospedale Versilia. Un lutto non solo per tutta la sua famiglia: per il marito Giuseppe Amato, la figlia Jessica e due nipotini che amava più di se stessa. Ma anche per tanti che a Massarosa e in Versilia la conoscevano per il suo carattere schietto e la sua vivacità.In molti nella giornata di ieri sono accorsi all’obitorio per salutare Daniela che se n’è andata troppo velocemente: la scoperta della malattia era avvenuta a marzo. Purtroppo era a uno stadio molto avanzato e le terapie non hanno potuto fare molto. È stata una guerriera e ha lottato fino all’ultimo.
È andata al lavoro anche la settimana scorsa, normalmente, come se niente fosse successo dentro di lei, ma poi ha avuto un tracollo, è stata portata all’ospedale martedì mattina dove però si è spenta.
«Nessuno sarebbe mai riuscito a distoglierla dal lavoro - ricorda la figlia con un filo di voce - era così appassionata che aveva la volontà di aiutare chiunque le chiedesse una mano».
La ricorda la sua grande amica Amina Batori: «Per me era l’amica dell’adolescenza - dice - uno di quei legami rarissimi ma che fortunatamente esistono ancora. Mi ricordo ancora quando venni nel tuo ufficio e mi presentasti alla tua collega dicendo “questa è matta come te”. Io stento ancora a credere che tu non ci sia più, ma, sono certa che adesso continuerai a ridere e correre in bicicletta insieme alla nostra amica Sabrina». —
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