Gioco
Al capo della Polizia Franco Gabrielli il premio speciale del Viareggio-Rèpaci
Sarà tra i protagonisti insieme a Natalia Aspesi, Massimo Bray, Ilaria Capua, Sandro Luporini, Dacia Maraini e Maurizio Serra
VIAREGGIO. Dicono che abbia perso il fascino e lo smalto dei bei tempi andati, e per certi versi potrebbe esser vero. Ma facciamocela, questa domanda: sareste veramente disposti a perdere il premio letterario Viareggio-Rèpaci? – premio che, oltretutto, è spesso riuscito a schivare le pressioni delle case editrici mantenendo intatta la sua libertà di pensiero. E proprio la libertà è il filo conduttore della novantunesima edizione del Viareggio-Rèpaci che domenica sera alla Cittadella – l’appuntamento è per le 21 – conoscerà i nuovi vincitori delle ormai canoniche tre sezioni, vale a dire narrativa, poesia e saggistica.
IL PARADOSSO DEL POLIZIOTTO
È nato a Viareggio. E già questo basterebbe a sfatare il mito del “nemo propheta in patria”, che in questa città è spesso duro a morire. Andrà a Franco Gabrielli, capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, l’ultimo dei premi speciali assegnati quest’anno nell’ambito del Viareggio-Rèpaci: restano poi gli altri già annunciati, ovvero il premio giornalistico a Natalia Aspesi, firma de La Repubblica, il premio della presidente all’ex Ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray, il premio Viareggio 2020 a Ilaria Capua, il premio Città di Viareggio a un altro illustre viareggino come Sandro Luporini – inutile star qui a rammentare il suo fruttifero sodalizio artistico con Giorgio Gaber… - e il premio alla carriera assegnato alla scrittrice Dacia Maraini. Va invece a Maurizio Serra il premio internazionale “Viareggio-Versilia”, il cui albo d’oro è stato in passato impreziosito dai nomi di Nobel per la letteratura come Pablo Neruda, Günther Grass e Mario Vargas Llosa, dell’ex cancelliere tedesco Willy Brandt (Nobel per la pace), del rivoluzionario greco Alexandros Panagoulis, dello storico britannico Eric Hobsbawm e del giornalista polacco Ryszard Kapuscinski. Con “La classe avversa” edito da Hacca, infine, Alberto Albertini si aggiudica il Premio Opera prima-Narrativa.
CINEPRESE, STAMPA E RAI
C’è tanta televisione in questo Premio Viareggio, a partire dalla presenza del critico televisivo per antonomasia, vale a dire Aldo Grasso, nella terzina di finalisti della sezione Saggistica. C’è, soprattutto, nella conduzione della serata di domenica: sul palco della Cittadella salirà la giornalista e scrittrice Tiziana Ferrario, già inviata e conduttrice del Tg1, affiancata dal conduttore Rai Nino Graziano Luca. Porgeranno i saluti istituzionali e daranno inizio ai lavori il sindaco Giorgio Del Ghingaro e la presidente di giuria Simona Costa, che nel corso della serata ricorderà due membri della giuria recentemente scomparsi – Paolo Fabbri e Piero Gelli – oltre a Sergio Zavoli, che fu sempre amico del Viareggio-Rèpaci e vinse perfino un’edizione invernale intitolata a Mario Tobino. La serata avrà luogo nel rispetto delle misure di prevenzione e contrasto al Covid19. La partecipazione sarà consentita solamente con posti a sedere, numerati e assegnati nel rispetto del distanziamento interpersonale. Prima dell’ingresso sarà richiesta la registrazione, l’igienizzazione e la misurazione della temperatura corporea. Il pubblico sarà tenuto a indossare la mascherina sia per l’accesso in sala, che durante la cerimonia.
RICORDO DI GRAMSCI
Alle 11 di domenica verrà anche scoperta la targa dedicata a Gramsci in via Marco Polo, davanti alla Capannina, a ricordo del premio postumo che gli fu assegnato dalla giuria. Era il 1947, l’Italia stava risorgendo dal buio del fascismo e in quell’anno furono pubblicate postume da Einaudi le “lettere dal carcere”, corrispondenza tra Gramsci e i familiari, amici e compagni durante la detenzione nelle carceri fasciste che lo portò alla morte. Il 15 agosto 1947 la giuria del premio Viareggio, presieduta da Leonida Rèpaci, attribuì a Gramsci il premio: ora, 73 anni dopo, la città vuol ricordare il grande intellettuale comunista, “fulgido esempio di antifascismo militante, perché continui a illuminare le nuove generazioni in un momento nel quale vecchi e nuovi fascismi sembrano voler riprendersi la scena» recita una nota della segreteria del Premio. —
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