La manifestazione
«Mancano 41 documenti» Il bilancio torna indietro
Il ministero richiede anche le carte su Tari e quelle sulla partita di Toscana Energia L’opposizione con i fuoriusciti: è una bocciatura, la giunta si dimetta
Cesare Bonifazi / Massarosa
Non si può parlare di bocciatura perché di fatto il ministero ha chiesto solamente dei chiarimenti. Tuttavia la documentazione che il ministero dell’Interno ha domandato alla giunta Coluccini è consistente: ben 41 documenti di vario tipo che sono le basi su cui l’attuale amministrazione ha dovuto costruire il cosiddetto bilancio riequilibrato quello, per intendersi, che è stato approvato il 14 luglio scorso in consiglio comunale, il primo dopo la dichiarazione di dissesto. Tra questi atti che l’amministrazione ha 60 giorni per fornire ci sono, per esempio, quelli sulla manovra della Tari, quelli delle presunte «Partecipate in perdita».
Un’occasione ghiotta per l’opposizione del centrosinistra, rinforzata dai componenti di centrodestra passati all’opposizione, per richiedere nuovamente le dimissioni del sindaco.
«Il Comune ha ricevuto una nota con richieste di documenti, integrazioni e chiarimenti di ben sei pagine - dicono in conferenza stampa - di fatto è una bocciatura del bilancio approvato da una maggioranza traballante che ha avuto bisogno del consigliere Cinquestelle. Il documento è pervenuto da almeno due settimana, ma ovviamente nessuno lo ha reso noto. Il ministero ha quattro mesi per approvare o meno il bilancio votato dal consiglio, la richiesta sospende i termini e, data la complessità delle risposte che il Comune deve dare, difficilmente si riuscirà ad riapprovare nuovamente il bilancio in consiglio entro la fine dell’anno. Questo provoca uno stallo perché gli stanziamenti non possono essere impegnati dagli uffici».
Entrando nello specifico: «Il ministero ha chiesto tutte le delibere relative alla manovra tariffaria dei rifiuti lamentandone l’assenza. Si chiedono poi i dati delle Partecipate in perdita: tuttavia Massarosa non ne ha. Inoltre si chiede di ricostruire con esattezza il riaccertamento straordinario dei residui che fu fatto nel 2015: l’elenco di quelli eliminati con delibera di dissesto non è ancora comparso malgrado le richieste formali. Inoltre Roma chiede chiarimenti sulla riduzione della spesa per circa 9 milioni: emergerà che nella spesa nominale c’era l’accantonamento del fondo per la vendita delle quote di Toscana Energia stralciata dall’amministrazione. Ma andando avanti c’è la richiesta di chiarimenti sugli accantonamenti, omessi dopo averli calcolati al massimo per inserirli nel dissesto a garanzia di cause portate avanti da società allora in via di fallimento, oggi fallite. Grottesco, rispetto alla situazione di Massarosa, il fatto che venga richiesta delucidazione sulla ristrutturazione della spesa dei servizi a domanda individuale: qualcuno dovrà spiegare che a Massarosa la riduzione di spesa è stata fatta semplicemente eliminando servizi essenziali». E concludono: «Le forze dell’opposizione già nei prossimi giorni assumeranno l’iniziativa di scrivere al ministero per illustrare il quadro della situazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
