Sicurezza
Gli ex re del gioco on line che ora hanno un impero
il ritratto
Chi sono “quelli” di Gb Invest, gruppo italo-austriaco che ha fatto (e continua a fare) man bassa di gioielli di ogni genere in Versilia?
È importante saperlo, perché dopo aver messo le mani su hotel, bagni e il colosso del mattone Finedil, la Gb Invest ora guarda ai cantieri nautici. Un piccolo impero con domini in Versilia, ma partito da Montale, provincia di Pistoia però più vicina a Prato. È da lì che Stefano Nesti, nato da una famiglia del ceto medio conosciutissima nella zona, ha avviato un’avventura che lo ha portato con il marchio GoldBet a essere il signore del gioco e delle scommesse on line. Nel 2018 la GoldBet è stata ceduta per 265 milioni di euro: un’operazione che ha permesso alla Gb Invest di avere a disposizione liquidità necessaria per investire nell’immobiliare e nel turismo. Proprio nell’immobiliare, infatti, Stefano Nesti aveva mosso i primi passi da manager. Da qui la consapevolezza che, comprando a prezzi ritenuti vantaggiosi, si potevano fare grandi cose.
Il timone è poi passato al figlio Lorenzo Nesti, trentenne che assieme ai soci austriaci ha fatto partire da Innsbruck una serie di importanti acquisizioni. La Gb Invest ha comprato i bagni, con relativi ristoranti, Maitò e Orsa Maggiore a Forte dei Marmi, più l’hotel Giada – sempre a Forte – dove sono in corso lavori per renderlo una struttura di lusso.
Poi la holding italo-austriaca si è accollata i 66 milioni di euro di debiti di Finedil con le banche, prendendone il 75% e poi il 100% delle quote e quindi il controllo su tutto il pacchetto di beni immobiliari. Compreso l’hotel Principe di Piemonte, il più famoso di Viareggio. Tutte queste proprietà, oggi, sono controllate da Gb Invest tramite la Savogno Investments presieduta da Stefano Filucchi.
Tutte queste operazioni si aggiungono alle acquisizioni nel resto della Toscana, tra le quali spiccano il progetto di riconversione della centrale Enel di Piombino e la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale militare San Gallo di Firenze. —
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