Il Tirreno

Versilia

Ripulisce la lapide del lavoratore morto 40 anni fa

Cesare Bonifazi
Ripulisce la lapide del lavoratore morto 40 anni fa

La stele era abbandonata alle intemperie e un cittadino ha deciso di ricordare il lutto 

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il bel gesto

Passiamo accanto a quei ricordi lungo la strada ogni giorno. A volte ci passa veloce il pensiero che accanto a quelle lapidi ci sia dietro una storia, una famiglia. Le vediamo e immaginiamo il dolore che c’è stato una volta e che adesso rimane solo in quelle piccole immagini rimaste lì alle intemperie. A Levignani, nel comune di Stazzema, lungo la via dell’Altissimo c’è uno di questi ricordi: Nello Neri scomparve a 40 anni nel 1976. Era un operaio e lì la famiglia ha voluto lasciare un segno: «Tragicamente sul lavoro in questo luogo senza i conforti religiosi. O passanti recitate un requiem per la sua anima». Nello è lì, con la sua foto con il borsalino in testa, morto mentre si guadagnava il pane.

Ma la pioggia e l’umidità stavano cancellando tutto, così in cittadino Vittorio Tarabella si è messo con la spugna e la varichina a pulire la lapide di Nello.

«Avete provato quando vi entra in testa un’idea, poi diventa un chiodo fisso – racconta Tarabella in un post su Facebook – Il mio chiodo era una lapide a ricordo di un operaio di Levigliani, morto nel 1976 lungo la trafficata via dell’Altissimo, ruzzolato fino nell’alveo del Serra, con una ruspa mentre lavorava su una via di cava. Quella lapide, abbandonata anche dai familiari del defunto, era notevolmente annerita, peggiorando di anno in anno. Le mattine scorse, passandogli davanti, mi son detto: se non ci penso io non ci pensa nessuno e così oggi, mi sono armato di secchio, acqua, varichina, spazzola d’acciaio, panni, bruschino e via; un po’di sana ginnastica ed ecco il risultato. Finalmente, quel chiodo, l’ho piantato». —



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