Finanza
Trame “noir” con Basso e la coppia Ronco-Paolacci
Questa sera di scena il rapporto fra giornalismo e letteratura gialla con i tre scrittori intervistati da Michela Corsini
Seravezza
Quanto lavoro di tipo giornalistico c'è nell'attività di uno scrittore di romanzi gialli? Se ne parla stasera a Palazzo Mediceo nella seconda serata del festival “Trame d'estate” organizzato dal Centro Studi Sirio Giannini e dal Comune di Seravezza. Tre i protagonisti della serata: Alice Basso, autrice de Il Morso della vipera edito da Garzanti e la coppia Paola Ronco e Antonio Paolacci, autori a quattro mani de Il punto di vista di Dio. Un'indagine di Paolo Nigra (Piemme). L'incontro, moderato da Michela Corsini, inizia alle 21,30. Ingresso libero con prenotazione consigliata telefonando al 333 4613397 o scrivendo a info@centrostudisiriogiannini.org.
La relazione fra letteratura e giornalismo è il tema portante del festival. E il romanzo giallo è probabilmente il genere letterario che più d'ogni altro attinge a questo binomio. «Quando ci è venuta l'idea per una serie di gialli ambientati a Genova, abbiamo deciso subito di documentarci in maniera molto approfondita su una serie di punti, a cominciare dal funzionamento di una questura e di una vera indagine di polizia», spiegano Paola Ronco e Antonio Paolacci. «Ma il lavoro giornalistico non si è esaurito nelle fasi preliminari. Diventa anzi più appassionante a ogni nuovo romanzo. Se Nuvole barocche, il primo della serie, ci ha permesso di approfondire il tema dell'omofobia, con Il punto di vista di Dio abbiamo studiato le infiltrazioni mafiose e la grande influenza che continuano ad avere nel nostro Paese. Abbiamo esplorato anche aspetti meno drammatici, che riguardano ad esempio le peculiarità del centro storico genovese, la pratica dei rituali cattolici in Italia, la convivenza tra immigrati e italiani in certi quartieri».
Il protagonista delle storie, il vicequestore aggiunto Paolo Nigra, è gay. «L’idea di dar vita a un investigatore italiano omosessuale è nata dalla semplice sensazione che ce ne fosse un gran bisogno», dicono ancora Ronco & Paolacci. «In Italia abbiamo visto crescere a singhiozzo e molto timidamente le figure di personaggi Lgbti nella narrativa e nella fiction mainstream. Ma si tratta spesso di figure secondarie, gregari non protagonisti. A noi per primi sarebbe piaciuto leggere o vedere sullo schermo un poliziotto gay italiano da serie classica, un protagonista vero, che fosse verosimile, complesso, calato nel mondo reale».
Pubblicare le storie del poliziotto Nigra non ha creato particolari problemi. «Abbiamo trovato subito una delle migliori agenti letterarie in Italia e poi uno dei più grandi editori, che hanno amato il progetto fin dall'inizio e lo supportano con grande professionalità ed entusiasmo. Ora la serie è stata opzionata per diventare una serie tv. Crediamo che possa venirne fuori qualcosa di bello e di utile, visto il potere della tv contro pregiudizi che perdurano incredibilmente ancor oggi». —
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