Il dolore
Il cordoglio della città per la scomparsa di Boris Giannaccini
Dal Rotary alla Fondazione Artiglio, tanti gli attestati di stima per la perdita dello scrittore che ha raccontato le gesta dei palombari
il ricordo
I grandi dolori toccano tutti noi ed è proprio quando sembra che la vita diventi insopportabile che la si deve e la si può raddrizzare, perché vale sempre la pena di viverla fino in fondo. Questo è forse il più grande insegnamento e la più grande eredità che ci ha lasciato in dono Boris Giannaccini, scomparso mercoledì pomeriggio all’ospedale Versilia dopo una breve malattia, a quasi 90 anni.
La perdita di Giannaccini ha suscitato molto cordoglio in tutta la città. Una persona sempre sorridente, garbata e capace di ascoltare con attenzione tutti, anche per la sua irrefrenabile voglia di imparare ogni giorno qualche cosa di nuovo. Professore, giornalista, scrittore, socio del Rotary e collaboratore della Fondazione Artiglio Europa la sua scomparsa lascia un grandissimo vuoto. A sottolinearlo anche il Presidente del Rotary Silvano Galli che così lo ricorda: «Una perdita molto dolorosa quella dell’amico Boris, socio del nostro club dal 1987 e Presidente nell’annata 2004/2005, rappresentava perfettamente il significato dell'agire Rotariano. Stimato docente universitario e successivamente valente giornalista e scrittore, Boris era per noi il costante punto di riferimento per ogni iniziativa di carattere culturale che coinvolgesse il nostro club. Si metteva sempre a totale disposizione sia che gli si chiedesse di scrivere qualcosa per il nostro club, sia di trattare argomenti di storia versiliese da divulgare nella nostra comunità ed anche di raccontare alla cittadinanza l'affascinante epopea dei palombari dell'Artiglio della quale era lo storico riconosciuto. Il carattere bonario e la grande umanità di Boris completavano il profilo di un socio del nostro Club il cui ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori».
Provato dalla commozione e dal dolore anche Alessandro Gallione, presidente della Fondazione Artiglio Europa. «Un amico fraterno ed impareggiabile collaboratore, infaticabile appassionato cantore delle gloriose gesta di uno sparuto pugno di uomini fuori dal comune, per tramandare ai posteri la più eclatante pagina della storia dei recuperi marittimi. E’ così che voglio ricordare questo uomo formidabile, con la motivazione con la quale, in occasione del decennale del Premio Internazionale Artiglio, ad ottobre scorso, gli avevamo assegnato, a sorpresa, un Premio Speciale. Non potrò mai dimenticare la gioia nei suoi occhi quel giorno e proprio così rimarrà per sempre nel mio cuore ed in quello di tutti noi. Ci mancherà davvero molto».
«Una grande perdita per me – ha sottolineato anche Cristina Sodini, figlia di Francesco, creatore ed ideatore del premio Artiglio –. Mi ricordo la sua complicità con mio padre ed il loro legame. Una grande persona la cui perdita mi rattrista tantissimo».
Per chi volesse porgere un ultimo saluto, le esequie si terranno questa mattina alle ore 11 presso la Parrocchia di Santa Rita al quartiere Campo d’Aviazione a Viareggio. —
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