Il Tirreno

Versilia

ambiente 

Abbattuta quercia ultra centenaria in pineta di Levante

d.f.

2 MINUTI DI LETTURA





viareggio

Era una farnia (Quercus robur, detta quercia) ultra centenaria ed oggi non c’è più: abbattuta nell’ambito del piano dei tagli predisposto dal Comune di Viareggio nella pineta di Levante a ridosso del viale dei Tigli, in quella zona dove l’amministrazione in carica intende far passare il tracciato dell’asse di penetrazione verso il porto. L’albero degli scoiattoli era attaccato alla base da un fungo - come ha spiegato al Tirreno l’agronomo Giovanni Ricottone, che con il cronista ha visionato sul posto la pianta - ed il tronco tagliato presentava i classi fori lasciati dagli insetti xilofagi, che si nutrono del legno. «Ma l’albero avrebbe potuto vivere altri 50 anni circa», spiega il professionista. Anche perché le querce di questo tipo e queste dimensioni «non crollano al suolo. I crolli possono piuttosto interessare i rami».

Il che significa che c’è margine per segnalare adeguatamente il pericolo, tenendo isolata la pianta dagli esseri umani, senza doverla abbattere prima che muoia di morte naturale.

Altri abbattimenti hanno riguardato pini ancora sani, il cui taglio ha lasciato un “buco” tra le chiome degli altri alberi, appoggiati gli uni agli altri a sostenersi reciprocamente.

Nella stessa porzione di pineta, nell’area più vicina alle abitazioni, sono caduti anche i pini giovani che il Comune ha provveduto a piantare dopo i tagli. E quelli che sono rimasti in piedi danno chiari segnali di non restare a lungo in posizione eretta. Ricottone spiega da tempo perché i pini giovani non resistono e cadono come birilli o seccano: «Sono piante che arrivano dal vaso. Ma il pino attecchisce solo se cresciuto dal seme». Come una vecchia canzoncina sempreverde. «Una volta Viareggio aveva un vero e proprio vivaio per i pini», ricorda Ricottone, «situato dove da tempo è nato il cimitero della Misericordia». Adesso, invece, i pini giovani arrivano dal vaso e nel terreno della pineta non resistono più di tanto.

Il professionista ricorda, infine, che Viareggio ha da tempo un Regolamento del verde il quale «ha urgenza di essere dotato di un vero e proprio Piano attuativo». Che sia uno sguardo complessivo sul patrimonio verde della città, che ne costituisce ricchezza ambientale e turistica, oltre che elemento forte di una buona qualità della vita. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore