Il Tirreno

Versilia

il volto del ciclismo per viareggio 

La proposta di Cipollini «Una corsa per bimbi durante le sfilate»

s.p.

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viareggio

Il volto è quello, riconoscibilissimo, dell’ex ciclista Mario Cipollini. Il luogo alle sue spalle – l’Espace Gilbert Lebigre ricavato all’interno di uno degli hangar della Cittadella del Carnevale – pure, con in bella vista la maschera isolata di Matteo Raciti che ha trionfato lo scorso febbraio. E poi, al suo fianco, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro per lanciare una proposta – una corsa ciclistica sperimentale non competitiva per bambini da organizzare durante il periodo dei corsi mascherati, magari il giorno della sfilata di chiusura. Un’idea lanciata attraverso un video dalla pagina Facebook dell’ex velocista lucchese e che il sindaco ha già girato alla Fondazione Carnevale.

«Passando quasi tutti i giorni da qui in bici ho avuto un’idea, cercando di legare nel mio immaginario il ciclismo e il Carnevale – esordisce Cipollini – da ciclista non ho mai visto il Carnevale perché a febbraio mi allenavo o avevo le gare: vorrei riuscire a integrare queste due cose attraverso una gara per i bimbi che amano il ciclismo, o anche solo la bicicletta, e farli pedalare senza componente agonistica all’interno di un sistema che li gratifica».

Il giorno designato per l’evento sarebbe già stato individuato, ovvero sabato 20 febbraio, in concomitanza con il sesto corso.

«Ho già detto alla Fondazione Carnevale di lavorarci su – dichiara Del Ghingaro – così avvicineremmo i bimbi al Carnevale usando un altro punto di vista che è il ciclismo».

Il sindaco, che fra un mese si presenterà alle elezioni amministrative per tentare di allungare il proprio mandato – chissà, dunque, se rimarranno gli attuali vertici della Fondazione –, ricorda che fra gli eventi sportivi legati alle sfilate dei carri «c’era la Coppa Carnevale e c’è ancora, anche se si svolge in un altro periodo» con riferimento alla Viareggio Cup che quest’anno non si è ancora svolta a causa dell’emergenza Coronavirus.

Cipollini si lascia poi andare a due auspici. Il primo: «Immagino che in futuro questa corsa possa diventare l’equivalente del Trofeo Pinocchio dell’Abetone nello sci, una classica come la Milano-Sanremo per i ciclisti professionisti, una sorta di Trofeo Burlamacco: è il mio sogno che i bimbi siano protagonisti». Il secondo: «Un carro con Pantani, Coppi, Gimondi e Bartali, non solo come campioni del ciclismo ma come uomini della cultura italiana». «Bella idea – chiosa Del Ghingaro – se non sarà un carro potrebbe essere una mascherata». —



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