Sicurezza
Va a fuoco un isolotto nel padule alle Carbonaie
L’incendio è scoppiato intorno alle 22.30 di lunedì ed è divampato per ore Sono intervenuti i pompieri che hanno fatto opera di contenimento del rogo
Cesare Bonifazi / Viareggio
Le fiamme erano altissime. Si potevano vedere da distanza. Facevano impressione agli automobilisti che passavano dall’autostrada e dalla Variante. Nella notte tra lunedì e martedì è scoppiato un incendio nella zona retrosante l’ex discarica delle Carbonaie - lato lago - alla periferia di Viareggio. Ad andare a fuoco sono state per lo più sterpaglie e un po’ di torba. Malgrado la luce del rogo fosse visibile anche a chilometri di distanza, complice le fiamme alte e il buio della notte, non ci sono stati danni dé ad edifici né si sono registrate persone ferite.
L’allarme è scattato dopo le 22.30 quando alcuni automobilisti e cittadini hanno cominciato a vedere la luce dell’incendio. Sono arrivate alla sede dei vigili del fuoco di Viareggio alcune telefonate per segnalare che stava andando a fuoco qualcosa. La paura si è sparsa insieme all’odore di bruciato.
Sul posto sono arrivati ben cinque mezzi dei pompieri per un totale di 16 persone che hanno cominciato a lavorare affinché le fiamme non si propagassero verso la strada. Il luogo in cui è scoppiato si trova infatti in un isolotto del padule. Impossibile raggiungerlo con le camionette o i veicoli. Il lungo lavoro dei vigili del fuoco dunque si è svolto prevalentemente per il contenimento delle fiamme.
Ad essere bruciate prevalentemente canne secche e materiale organico. In quella zona infatti non ci sono costruzioni e anche la zona industriale è molto distante. Tuttavia alcuni cittadini, richiamati dal clamore delle sirene e dall’odore acre che si è innalzato nella notte, hanno fatto capannello per assistere alle operazioni dei pompieri. Operazioni che sono durate a lungo, con gli operatori rimasti sul posto fintanto che la situazione non è stata sotto controllo.
L’incendio infatti è stato dichiarato spento solamente in tarda notte. L’isolotto su cui l’incendio è divampato è andato a fuoco. Unica conseguenza per i cittadini un forte odore di bruciato e la cenere che, soprattutto nella zona di Bicchio, aveva creato uno strato sopra le macchine. I cittadini che abitano nelle vicinanze se la sono cavata semplicemente chiudendo le finestre. Fortuna ha voluto che l’incendio non sia venuto a contatto con la torba, il materiale di cui è fatto il padule. Negli scorsi anni infatti gli incendi avevano acceso la torba che continuava a bruciare sotto terra emanando un cattivo odore di decomposizione e bruciato. Al momento non è stato possibile ricostruire l’estensione esatta del terreno andato a fuoco.
Secondo le prime ricostruzioni, la causa dell’incendio non dovrebbe essere dolosa in quanto la zona è difficilmente raggiungibile, se non con una barca. Tuttavia ancora non è stato messo il punto alla faccenda e, se i riscontri dovessero delineare una situazione diversa da quella odierna, potrebbe cominciare la caccia al piromane. In base ai dati della Regione, da gennaio ad oggi in Toscana ci sono stati oltre 200 incendi boschivi, contro una media di 360 negli ultimi 5 anni. Le fiamme hanno percorso oltre 150 ettari di superficie boscata, mentre la media del periodo gennaio/14 agosto degli anni dal 2015 al 2019 di quasi 900 ettari. —
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