Il Tirreno

Versilia

CENTRO DIDATTICO AL RIFUGIO FORTE DEI MARMI 

Un’aula per insegnare la natura alle pendici del monte Procinto

Tiziano Baldi Galleni
Un’aula per insegnare la natura alle pendici del monte Procinto

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FORTE DEI MARMI

Un centro didattico ambientale in cui educare i ragazzi alla montagna, a rispettare la natura e in cui conoscere i mestieri antichi di chi popolava le Alpi Apuane. Sarà realizzato – ristrutturando un vecchio manufatto – al rifugio Forte dei Marmi all’Alpe della Grotta, a Stazzema. L’idea è nata fra i gestori della struttura di proprietà del Cai, Paola e Arianna Bonini, e i soci del Club alpino italiano di Forte dei Marmi. I lavori sono iniziati ed entro fine agosto con un elicottero saranno trasportati i materiali edili per portare avanti l’intervento. A primavera del prossimo anno il centro didattico prenderà vita.

Il Cai ha ricevuto un finanziamento di 32mila euro dai fondi del Piano di sviluppo rurale, grazie al quale stanno ristrutturando l’edificio davanti alla piazzetta del rifugio, sempre di proprietà del Cai. Una struttura di due piani, e 50 metri quadrati di spazio, necessari a fare qualcosa di originale in un luogo straordinario sulle Apuane. Del progetto si è occupato l’architetto Maurizio Pierotti, che già ha firmato la ristrutturazione della chiesina di Puntato.

«Il Cai – spiega Cristian Leonardi, presidente della sezione di Forte – fa di tutto per promuovere la montagna e migliorare i luoghi per renderli fruibili e accoglienti nonostante le difficoltà che qualche volta si presentano». A gestire il centro didattico saranno poi Paola e Arianna che hanno già tante idee. «Sarà sia un laboratorio con microscopi e un proiettore, per studiare ad esempio i minerali, oppure per spiegare ai ragazzi chi era il carbonaio facendo anche una dimostrazione della lavorazione del carbone, scoprendo così i vecchi mestieri, i prodotti del suolo e del sottosuolo che circondano questo ambiente». Che veglia sotto il monolite e i bambini del Procinto. I prossimi lavori alla struttura, che potrà ospitare anche le scolaresche, riguardano i nuovi solai e successivamente il tetto. Esternamente rimarrà così com’è, con le pietre a vista.

Un’altra ipotesi, che per ora è ferma ma il Cai ne parla da tempo, è quella di dedicare una delle due salette ad un museo sull’alpinismo delle Apuane e nello specifico sul monte Procinto, dove c’è la ferrata più antica d’Italia, inaugurata il 29 giugno 1893, e ristrutturata nel 2018 in occasione dei 150 anni del Cai Firenze. –

Tiziano Baldi Galleni

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