La protesta
Perseguita la ex: non potrà più chiamarla né avvicinarsi a lei
Per mesi il quarantenne l’avrebbe picchiata e pedinata. Il commissariato: «I figli assistevano agli episodi di violenza»
VIAREGGIO. Tutto inizia con le prime critiche sull’abbigliamento. Ma dove vai vestita così? Con chi ti devi vedere? Per me non ti vesti così. Cambiati. Poi parte la fase del controllo maniacale degli spostamenti, delle chiamate, dei messaggi. Chi ti scrive, cosa vuole, ci vai a letto, dimmelo che ci vai a letto.
Poi iniziano le offese. Infine le botte. Quasi sempre davanti ai figli piccoli che vedono, tremano, ma non capiscono, non ancora. Lo faranno. Fino a quando, dopo mesi e mesi di violenza, la donna si fa coraggio e decide di chiudere la storia con l’uomo, un 40enne di Viareggio.
Ma la violenza no, non finisce. Va avanti fuori dalle mura domestiche. Il cellulare non smette di squillare. Lui la chiama, le manda messaggi di continuo. La offende. E continua a presentarsi sotto casa sua. Si presenta più volte anche sotto il suo posto di lavoro.
Lei prima resiste. Cerca di tirare avanti per il bene dei figli, piuttosto che per il suo. Perché tirare in mezzo forze dell’ordine e legali in una famiglia è una ferita che non si rimargina più. Come, d’altronde, quella violenza andata avanti per troppo tempo per essere dimenticata. Si fa coraggio quindi una seconda volta e chiede aiuto al commissariato di polizia di Viareggio guidato da Marco Mariconda che sta seguendo diversi casi di violenza di genere e violenza domestica.
Il commissariato ha un gruppo di agenti che ha ormai acquisito la competenza e la sensibilità per indagare su casi del genere. E le indagini, anche questa volta, hanno ricostruito un quadro di grossi maltrattamenti in famiglia. Motivo per cui il gip del tribunale di Lucca ha emesso una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla donna che è stata immediatamente eseguita dagli uomini dell’anticrimine del commissariato. «Le misure cautelari – si legge in una nota del commissariato – sono un primo passo verso la concreta tutela di vittime vulnerabili. Qualora non ci sia desistenza da parte dell’autore del reato, la polizia di Stato è pronta a vigilare per avanzare proposte di aggravamento delle misure stesse o procedere addirittura all’arresto, qualora se ne ravvisino i presupposti».
L’uomo, secondo la polizia, è responsabile dei reati di stalking, lesioni, maltrattamenti. Rischia, nel caso violasse la misura cautelare del tribunale di Lucca, l’arresto immediato.
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