Il Tirreno

Versilia

disagi 

Pratiche in Comune, tempi lunghissimi e i cittadini protestano

Luca Basile

Un mese e mezzo di attesa per una nuova carta d’identità Nel mirino la gestione degli uffici ancora bloccati dal Covid

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pietrasanta

Un mese e mezzo di attesa per il rilascio di una nuova carta d’identità. La segnalazione arriva da alcuni cittadini esasperati per la gestione, post Covid, degli uffici di palazzo, da parte dell’amministrazione comunale.

«Sono andato, proprio in questi giorni, all’anagrafe per rifare la carta d’identità di mia figlia: si va, in questi casi, su appuntamento e la prima data libera, così mi è stato riferito, è addirittura il 3 ottobre. Non ho parole. Ma per quale motivo, legato al coronavirus – ci chiede un nostro lettore – dobbiamo aspettare così a lungo per appunto vedersi rilasciare una carta di identità? Siamo di fronte ad un disservizio di enorme impatto sulla cittadinanza. Chi di dovere, e mi riferisco agli amministratori comunali, dia una risposta e risolva questa situazione che ha del paradossale e sta creando disagi e molto malumore, giustamente, nella comunità». Tempi di attesa lunghissimi che, a quanto pare, accomunano più persone.

La gestione degli uffici comunale finisce nel mirino del Pd. «L’amministrazione Giovannetti ha dato in questi mesi dimostrazione di grande incapacità nella gestione dell’emergenza Covid e di nessuna attenzione alle categorie economiche. Il sindaco, che ha sempre parlato, anche nei suoi video più improbabili, di necessità di sburocratizzare il settore pubblico, non sta facendo nulla per migliorare la situazione di disagio che stanno vivendo i cittadini che si recano in Comune e hanno di fronte un deserto: sono di fatto lasciati a se stessi, tra una mail e una telefonata senza risposta. Il Comune – aggiungono dal Partito Democratico – deve dare l’esempio e riaprire i battenti perché ha perso già troppo tempo. Affinché l’economia riparta ci sono settori tipo quello dell’edilizia e dei tributi che devono riprendere il lavoro negli uffici e dare informazioni e supporto a coloro che ne hanno necessità. Con il sistema adottato fino ad oggi non si è dato un servizio adeguato ai cittadini, alle imprese e ai professionisti: chiunque ne abbia avuto esperienza potrà testimoniare. Seppure mantenendo contingentato l’accesso al pubblico, i dipendenti comunali devono essere messi nelle condizioni di potere dare risposte veloci ai cittadini e ai professionisti. Siamo ben consci della proroga – sottolinea la nota – dello stato di emergenza, ma l’amministrazione, invece di trincerarsi dietro a questo dato di fatto, deve adoperarsi per ripartire trovando un giusto bilanciamento tra la sicurezza del lavoratore pubblico e il diritto al servizio del cittadino, soprattutto dei più fragili: pensionati, persone sole o che non hanno dimestichezza con l’online. Fra l’altro il nostro Comune è ben lontano da avere sistemi telematici automatici capaci di semplificare le procedure». —

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