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Pineta di Levante, nuovo rogo: 10mila metri quadrati di verde distrutto
Per lo spegnimento è stato necessario l’intervento anche di tre elicotteri inviati dalla Regione Toscana
viareggio
L’incendio è scoppiato intorno all’una della notte tra martedì e mercoledì - secondo quanto ricostruito dai carabinieri Forestali di Lucca - nel folto della pineta di Levante, alle spalle del ristorante “L’Armanda”, l’ultimo di viale Europa arrivando dall’area portuale. «Dall’incendio al locale saranno non più di 500 metri in linea d’aria», racconta al Tirreno Alessandro Masotti, che ieri mattina si è ritrovato il ristorante «invaso dalla fuliggine, così che abbiamo dovuto lavare dalle tende, ai tavoli, alle sedie agli spazi esterni».
Diecimila i metri quadri di Macchia lucchese andati distrutti tra le fiamme che hanno impegnato non poco Croce Verde e Misericordia, in servizio antincendio boschivo, e ben tre elicotteri inviati dalla Regione, in servizio fino a mezzogiorno di ieri. «Una volta che l’intervento di spegnimento dall’alto si è concluso», spiega Carla Vivoli, presidente della Croce Verde di Viareggio, «i volontari sono stati impegnati nello stendimento di tubi collegati alle autobotti per essere pronti in caso di nuovi focolai». Un lavoro necessario, continua Vivoli, «perché il punto in cui si è sviluppato l’incendio è particolarmente impervio, anche a causa dei materiali abbandonati dopo i tagli effettuati». La particolare difficoltà del centro dell’incendio è confermata anche dall’Ente Parco, attraverso il presidente Giovanni Maffei Cardellini che ha seguito, momento dopo momento, quanto andava accadendo nella pineta di Levante, ad un passo dall’area dunale e dalla spiaggia della Leccona, entrambe zone protette.
L’estate del virus è stata anche stagione di incendi per la Macchia lucchese, che è una delle porzioni viareggine del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Abbiamo avuto molti episodi», aggiunge Masotti: «Più o meno sempre nella zona dell’altra notte, anche se gli altri erano più spostati verso Torre del Lago e verso il mare. Solo tre giorni fa le fiamme, invece, sono scoppiate tra la zona tra il retro de “L’Armanda” ed il Palazzetto dello sport».
Nelle scorse settimane i carabinieri Forestali hanno lavorato alla ricerca di un piromane. In una della aree andate a fuoco tra il 6 ed il 19 luglio, infatti, i vigili del fuoco hanno trovato tracce di Diavolina. Per l’ultimo rogo, invece, tra il personale intervenuto per lo spegnimento è circolata la convinzione che difficilmente qualcuno avrebbe potuto spingersi in una porzione di pineta così impraticabile da rendere difficile perfino il percorso dei mezzi di soccorso. Ed è stato ipotizzato che a dare il via alle fiamme possa essere stata una lanterna, lasciata volare in occasione di un compleanno sulla spiaggia libera. Che ogni sera - in questa estate difficile - vede cene e feste di ogni tipo organizzate spontaneamente per tutta la lunghezza dell’arenile. «Abbiamo chiuso intorno alla mezzanotte», è ancora la testimonianza del ristoratore, «e come tutte le sere da un po’ di tempo il vento spirava da terra verso mare. Di lanterne non ne ho viste, ma mi pare difficile che possano essere state trasportare dalla spiaggia alla pineta. Non è che le lanterne volano...». E chi indaga, al momento, non esclude nessuna ipotesi neppure per quest’ultimo rogo.
Nelle scorse settimana Vivoli aveva lanciato un appello che torna a ribadire: «Il sottobosco va lasciato pulito dopo i tagli. Altrimenti basta un fiammifero e brucia tutto in un ambiente che rende quasi impossibile l’intervento, se non dall’alto». Un appello in seguito al quale l’Ente Parco aveva sollecitato - sia pur informalmente - il Comune di Viareggio ad intervenire rapidamente per risolvere. —
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