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Dietrofront sulla multa: «I lettini sulla spiaggia erano tutti regolari»

Tiziano Baldi Galleni
Dietrofront sulla multa: «I lettini sulla spiaggia erano tutti regolari»

I vigili avevano sanzionato di mille euro il Bagno Marusca perché ce n’erano tanti in un’area troppo piccola

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Lido di Camaiore

La polizia municipale di Camaiore aveva elevato una sanzione di circa mille euro, per 46 lettini da spiaggia posizionati in un’area rettangolare al termine degli ombrelloni: troppo stretta, secondo la contestazione, per tutti quei posti. Era successo al Bagno Marusca nell’estate 2017, lo stabilimento che si trova accanto al pontile di Lido. E oggi il Comune di Camaiore ha deciso con un’ordinanza di archiviazione di annullare in autotutela quella multa salata.

Per questo dietrofront sono state essenziali le memorie presentate dai titolari del bagno, la famiglia Mancini. Che non ha voluto commentare la piccola vittoria ottenuta e si è limitata a dire che sono «lieti che l’amministrazione comunale sia tornata sui suoi passi e abbia aderito alla tesi prospettata dalla nostra memoria difensiva presentata».

Nell’ordinanza si legge che era stato accertato nello «stabilimento balneare Marusca, nella parte dell’arenile antistante la battigia e al termine degli ombrelloni, in un’area di 9,60 metri per 18, il posizionamento di 46 lettini da spiaggia, dati in affitto giornaliero o ad orario, da parte degli avventori del bagno, indipendentemente all’affitto dell’ombrellone da parte dei clienti del bagno stesso».

Attività per altro molto comune a molti stabilimenti della Versilia, i quali sfruttano quello spazio (che deve essere a distanza minima di cinque metri dalla battigia) per un servizio diverso da quello del classico ombrellone o dalla tenda. Un servizio che è apprezzato molto dai giovani che non hanno bisogno di ombra e usano il lettino per poche ore o al massimo un giorno.

A seguito della sanzione il signor Armando Mancini, in qualità di legale rappresentate della società del bagno, aveva chiesto l’archiviazione in autotutela del provvedimento e di essere ascoltato per precisare i fatti.

A seguito della richiesta gli uffici comunali, il settore demanio, aveva ammesso «che nel verbale di contestazione non è stata indicata correttamente la norma del sopra citato regolamento che è stata violata, ma solo indicato che l’attività oggetto di contestazione non è contemplata dal regolamento sulla disciplina delle attività balneari». —



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