Il dolore
Costretta a prostituirsi dal compagno e minacciata si ribella
Per l'uomo i reati contestati sono lesioni, maltrattamenti e minaccia, nonché danneggiamento aggravato di alcune strutture del commissariato di polizia
VIAREGGIO. Di fronte alle ennesime minacce - anche di morte - ha preso la decisione giusta, chiamando il 113, numero di pronto intervento della polizia di Stato. Alla centrale operativa del commissariato di Viareggio, diretto da Marco Mariconda, la voce e le parole della donna fanno scattare subito la massima allerta. Il tono terrorizzato, il riferimento alle minacce gravissime ed alla presenza di un coltello nella ennesima discussione con il fidanzato, fanno partire immediatamente la Volante.
Quando i poliziotti raggiungono la coppia si trovano di fronte - così la nota diffusa dal commissariato - «una discussione animata» dalla quale emerge subito che «la ragazza voleva chiudere la relazione sentimentale mentre il ragazzo, che non accettava la decisione, le rivolgeva degli appellativi offensivi e la minacciava di morte».
Il quadro che gli agenti ricostruiscono in poco tempo è ben più grave da quello che dimostra la lite in corso: «Sono partiti gli immediati accertamenti, dai quali è emerso che la donna, oltre che essere maltrattata e minacciata, era stata anche costretta a prostituirsi più volte sotto minaccia di un coltello, rinvenuto e subito sequestrato».
Il personale del commissariato ha anche raccolto il racconto di «diversi i testimoni, le cui versioni convergono verso un quadro di degrado e soprusi che continuava da tempo». Quadro di cui si è reso protagonista un ventunenne originario della Romania, ma residente a Livorno, «recidivo in questo tipo di condotta e particolarmente aggressivo», come si legge nella nota del commissariato. Il giovane è stato arrestato.
Una volta in commissariato, però, «ha danneggiato alcuni locali del commissariato con atteggiamenti autolesionisti». Per lui i reati contestati sono lesioni, maltrattamenti e minaccia, nonché danneggiamento aggravato di alcune strutture del commissariato di polizia.
La donna che ha trovato il coraggio di ribellarsi è stata visitata all’ospedale Versilia ed è stata giudicata guaribile in 5 giorni.
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