Il Tirreno

Versilia

la tragedia di lido 

Samuele viene riportato a casa Operato il padre, resta in coma

m.t.

Il magistrato ha dato  il via libera ai funerali del ragazzo morto a 25 anni  dopo aver assunto stupefacenti assieme al genitore 54enne

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lido di camaiore

Il corpo di Samuele Ventrella, morto a 25 anni dopo aver assunto stupefacenti assieme al padre Gerardo Ventrella, viene riportato a casa, nel Torinese. Dopo l’autopsia gli inquirenti hanno dato il via libera alla celebrazione dei funerali, che sono in attesa di essere fissati.

Nel frattempo Gerardo Ventrella, 54 anni, è stato sottoposto a un intervento chirurgico all’ospedale pisano di Cisanello. È in coma: le sue condizioni restano molto gravi.

Le indagini sullo spacciatore che ha venduto il mix letale di cocaina e cannabis proseguono: i carabinieri guidati dal capitano Edoardo Cetola hanno buone tracce, ma il cerchio non si è ancora chiuso. La questione è nota: c’è da capire se si è trattato di un overdose pura e semplice, o se nella droga c’erano sostanze particolarmente tossiche. La famiglia di Samuele, addirittura, ipotizza che possa esserci dietro una sorta di vendetta nei confronti di Gerardo, che – a detta dei familiari – sarebbe stato ancora coinvolto in giri poco raccomandabili, legati allo spaccio di droga. Ma tutte queste ipotesi dovranno essere valutate, soppesate ed eventualmente approfondite dai militari dell’Arma.

Samuele e suo padre Gerardo si sono sentiti male sabato sera, mentre erano per strada a Lido di Camaiore. Non è ancora chiaro se abbiano assunto gli stupefacenti in casa, dove l’uomo viveva ospite di una donna, o se lo abbiano fatto all’aperto, in zona pontile come avrebbe riferito un testimone. Di sicuro c’è che si sono sentiti male a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro e sono stramazzati a terra. Inutili i soccorsi per il ragazzo, il padre sta ancora lottando per la vita.

Tanti i ricordi degli amici di Samuele che stanno arrivando in questi giorni a Sonia Bottazzi, madre del ragazzo scomparso. «Samuele è stata la persona che ha dato continuità alla mia vita – racconta Luca – Siamo cresciuti a due isolati di distanza, lo conoscevo ed incontravo in zona da sempre. Ma finalmente quando, poco più che bambini, ci siamo scambiati un cenno di saluto al parchetto, siamo diventati inseparabili. Samuele e Luca ovunque a cena, a pranzo, in discoteca, al parco, in montagna, al fiume ed ovunque ci avrebbe portato la nostra enorme amicizia. In sintonia in ogni discorso, in ogni luogo ed in ogni situazione. L’unica persona al mondo che non mi ha mai detto una singola parola negativa, che amava la mia famiglia e veniva amato da loro. Più di un amico, più di un parente per me. Da lui ho preso la sua immensa forza, spontaneità e voglia di vivere. Così lui da me non potrà più andare via. Io non riesco a capire come potrò riuscire a superare la sua scomparsa». —



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