Gioco
All’inizio fu Sea Acque: gestione economica negativa e tariffe del servizio troppo basse
viareggio
La prima a scendere in pista nel gran ballo della società creato dalle amministrazioni di centrosinistra e proseguito, immutato, da quella di centrodestra, fu Sea Acque. Della quale sarà amministratore delegato -per gli anni che vanno dal 2001 al 2006 - quel Giuseppe Vitiello, che è stato uomo di punta del sistema rifiuti a Viareggio (sia in quota al privato che al Comune), e che oggi porta i Verdi nella coalizione del sindaco uscente, Giorgio Del Ghingaro. Vitiello non è toccato dall’atto di giudizio in questione che è relativo unicamente al fallimento della Viareggio Patrimonio. Ma il quadro che i legali della curatela della fallita Patrimonio tracciano della origine del “buco”nei conti del Comune e della sua società, riporta dritti agli anni d’ora di Sea Acque. Che sarà poi trasformata, appunto, in Viareggio Patrimonio. Ancor prima di questo passaggio, si legge nell’atto, «la società si caratterizzava per un’intrinseca debolezza patrimoniale», essendole stati conferiti «beni in gran parte, per loro natura, non liquidabili. E, per tale ragione, decisamente sopravvalutati dalla perizia di conferimento». Il risultato è stato «una gestione economica negativa del principale business, nonché per strutturali carenze gestionali ed organizzative. Come attesta l’incapacità, o l’impossibilità (come nel caso del sistema tariffario del Servizio idrico integrato), del management di assumere decisioni adeguate all’importanza dell’attività svolta».
A tutto ciò si aggiunge - nella analisi dei legali della curatela - «l’incapacità degli amministratori di Sea Acque di individuare e rappresentarsi compiutamente i costi di gestione, vuoi per la volontà (o meglio, l’interesse politico) del socio unico di mantenere basse le tariffe praticate agli utenti, il sistema tariffario applicato si rivelò del tutto inadeguato a garantire l’equilibrio economico della società. Generando perdite di esercizio anche significative, per il quale il Collegio sindacale - già nel 2002 - invitava l’organo amministrativo a voler considerare “gli obblighi previsti dall’articolo 2446 del codice civile, laddove risultasse intaccato il capitale sociale in misura significativa». —
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