Il dolore
Il Comune: «Rivedere i confini del Parco e la suddivisione delle aree»
Il sindaco chiede la ciclopista tra le due Marine, il cambio di destinazione d’uso dei locali, la collaborazione dell’Ente sull’asse di penetrazione
viareggio
Per quanto riguarda la «definizione del perimetro del Parco e della suddivisione interna delle aree a specifica destinazione, risulta necessario rivedere la destinazione d’uso e la relativa perimetrazione d’ambito»:è la richiesta che il Comune di Viareggio avanza all’Ente Parco, oggi presieduto da Giovanni Maffei Cardellini. Richiesta contenuta nel documento “Contributi tecnici -Piano integrato per il Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli”». Una «revisione», si legge nel documento che porta la firma del sindaco Giorgio Del Ghingaro e dell’assessore Federico Pierucci, «in particolar modo per quanto attiene il concetto di area contigua e la sua disciplina normativa». Affinché si possa «tenere in debita considerazione la reale possibilità di recupero delle aree interessate, oltre alle fondamentali relazioni con le attività economiche presenti nel territorio ad esse appartenente e nelle aree limitrofe». Il Comune di Viareggio «richiede altresì il superamento del concetto di “incompatibilità” legato agli aspetti gestionali e alla presenza delle attività, in particolar modo per le aree fortemente antropizzate e destinate a vocazione prevalentemente artigianali quali la zona della Lisca».
Rimane tale e quale il progetto di collegamento tra la Marina di Viareggio e quella di Torre del Lago: «In particolare, sul tratto costiero che collega le Marine di Viareggio e Torre del Lago, si richiede di individuare il tracciato della ciclopista Tirrenica e relative dotazioni infrastrutturali con connotazioni ambientali integrate nel contesto, dal disegno del tracciato e all’uso dei materiali». In questo progetto, la Marina di Torre del Lago «deve essere individuata quale stazione di sosta per cicloturismo e la ricettività con connotazione naturalistica, espressione della principale vocazione del luogo, con conseguente revisione e ampliamento delle destinazioni d’uso attuali delle aree e fabbricati». In quale senso debba andare, però, il cambio di destinazione d’uso dei locali della marina non viene definito dal Comune. Il documento presentato al Parco, infatti, si limita a questa dicitura: «Per il polo presso la marina di Torre del Lago, il Comune di Viareggio, riservandosi in sede di proseguo del procedimento, di introdurre elementi dei dettaglio particolarmente sentiti inerenti aspetti di natura edilizia, propone all’ente Parco di destinare l’area ad una riconversione eco-turistica a forte vocazione ambientale e naturalistica che preveda come strategica la fruibilità mediante mobilità lenta ciclopedonale e strutture idonee a favorire un’adeguata valorizzazione delle risorse presenti».
Un po’ poco rispetto alle esigenze dei locali che fanno sempre più fatica ad esistere e ad una Marina che oggi ancora più di ieri è in cerca del proprio futuro, vitale per l’intera frazione.
Del Ghingaro e Pierucci pongono al Parco anche la questione dell’asse di penetrazione: «Pur non rientrando in area Parco, deve essere coordinato nel migliore dei modi sia dal punto di vista delle opere, che della fruibilità con la propria vicinanza alle aree oggetto della presente pianificazione». —
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