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Via dei Lecci, muro ancora più pericoloso per il verde non potato

d.f.
Via dei Lecci, muro ancora più pericoloso per il verde non potato

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viareggio

Muro di via dei Lecci ancora più pericoloso, ricoperto come è da con arbusti, rami e canne che invadono parte della corsia e restringendola, creando forti disagi a chi la percorre, soprattutto su due ruote. Motociclisti e ciclisti sono costretti a viaggiare quasi in mezzo alla carreggiata - in direzione Viareggio-Torre del Lago - per non andare ad impattare nella vegetazione che dal muro si allarga fin sulla strada. Per non parlare dei disagi per i pedoni, come denuncia Nello Patalani: «Per i pedoni transitare di lì è un terno al lotto. I pedoni devono attendere o scendere dal bus a quasi metà corsia di marcia. Perché stare, o camminare, a 10 centimetri dal ciglio con quella vegetazione incombente sui pedoni, vuol dire stare, o camminare, a metà corsia di transito veicolare». E corre il rischio di finire investiti.

«Dire che c’è una situazione di pericolo è quai un eufemismo», continua Patalani: «Ed allora, visto che trattasi sporgenze da terreni privati, perché non interviene l’amministrazione comunale a pretendere la messa in sicurezza, anche minacciando sanzioni amministrative?».

La tutela della sicurezza stradale è compito dei Comuni e via dei Lecci dovrebbe essere particolarmente vigilata, vista la sua pericolosità e gli incidenti anche mortali che si sono contati in quel tratto, ancora più trafficato oggi che dal venerdì è chiuso il viale dei Tigli e sia via Indipendenza che via dei Lecci hanno visto aumentare il traffico da e per Torre del Lago.

Il problema della vegetazione in mezzo alla strada a complicare la vita di chi viaggia su due ruote in particolare si ritrova anche al Varignano, nello slargo ex Euronics, dove la vegetazione dello spartitraffico si allarga ormai quasi fino in mezzo alla strada, trafficatissima.

Per non parlare degli alberi non potati che in molte parti della città avvolgono ormai completamente i lampioni, rendendo del tutto inutile tenerli accesi. ma Citelum - gestore del servizio di illuminazione pubblica con un contratto stipulato dal Comune - non se ne accorge? —



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