Attenzione
Abuso di cocaina, 3 casi al mese dalla fine del lockdown
Sono gli accessi al pronto soccorso del Versilia che documentano le conseguenze drammatiche della movida ripartita
viareggio
C’è un boom di accessi al pronto soccorso per abuso di alcol e cocaina. Dalla fine del lockdown sono 65 i pazienti registrati all’ospedale Versilia per eccesso di alcol, al punto da richiedere cure mediche. Ma dal 18 maggio ci sono stati anche 10 casi di abuso da cocaina: in media fanno più di tre casi al mese. A conferma che la droga, più che mai, è un fenomeno diffuso in Versilia. Anche perché questi dati, spiegano i medici, sono solo la punta dell’iceberg.
Rispetto all’estate del 2019 sono aumentati del 20% circa i giovani che hanno dovuto far tappa al pronto soccorso del Versilia per ubriachezza. Eccesso da consumo di alcol che, nella metà degli episodi, è unito a traumi provocati da risse o incidenti stradali, grandi e piccoli che siano. Dal 18 maggio, una delle date simbolo del ritorno alla libertà dopo il cosiddetto lockdown, sono 65 i casi di questo tipo arrivati in ospedale: in media uno al giorno. Quasi tutti sono ragazzi, quasi sempre il periodo più caldo è il fine settimana. In 12 casi, quindi uno su 6, si trattava di minorenni: alcuni quindicenni, di fatto l’età più bassa riscontrata finora per abuso di alcol. Non solo maxi-bevute, però: ci sono state anche 10 persone intossicate dalla cocaina e costrette a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale. Qui l’età media è più alta, 40 anni invece dei 30 riscontrati in episodi di ubriachezza.
La movida è ripartita alla grande, ma in maniera che forse pochi si immaginavano.
«L’incremento di pazienti con queste problematiche è evidente ed è stimabile in un 20% in più rispetto all’anno scorso – aveva spiegato Giuseppe Pepe, primario del pronto soccorso dell’ospedale Versilia – Siamo preoccupati, anche per le scene a cui assistiamo quando entriamo in servizio la domenica mattina: in area di osservazione c’è il pienone, tra abuso di alcol e altri tipi di traumi dovuti a risse e incidenti. Oppure a più cose insieme».
I medici non lanciano messaggi bigotti o eccessivamente moralizzatori, ma è chiaro che questi dati sono preoccupanti. Raccontano di un’estate di eccessi, non sempre calcolati. E dato che si è entrati nel mese clou di una stagione che sembrava essere spenta (per fortuna non è così) la paura è che i pazienti in arrivo al pronto soccorso per sostanze stupefacenti possono aumentare e complicare ancora di più il lavoro degli operatori sanitari. Non dimentichiamo che c’è ancora un pericolo Covid da tenere a bada e che i percorsi in ospedale sono ancora molto rigidi per contenere il più possibile i contagi da coronavirus. —
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