Attenzione
«Sentenza ci dà ragione» rivendicano da Azzano
Seravezza
«Gli “scienziati dell’ultima ora” (così autorevolmente definiti dal Partito Democratico di Seravezza) annunciano con soddisfazione che il Commissario per gli usi civici di Roma ha stabilito che di 138 ettari di monte Altissimo e Cervaiole, per un valore peritale (non commerciale e quindi al ribasso) di circa 148. 000 euro, è stata riconosciuta la natura collettiva». A dirlo con fierezza, e con una frecciata al Pd (in relazioi alle polemiche che ci furono durante il referendum per l’accordo – poi sfumato – fra Henraux, Asbuc e Comune, un gruppo di cittadini residenti ad Azzano. Persone a fovere della battaglia degli usi civici contro la società del lapideo di Querceta. Secondo loro, dalla sentenza, «ne consegue che, dato che gli agri appartengono da sempre e per sempre alle popolazioni, il mercimonio di diritti millenari è privo di fondamento e deve finire. Quote importanti del monte Altissimo, come il canale della Cabina Nera, quello del Palazzo e del Giardino, ravaneti e zone estrattive di alto valore presente e futuro, non erano disponibili per escavazioni». Piovono critiche anche nei confronti dell’amministrazione Tarabella che «assieme alla “fu” Asbuc ci voleva propinare una transazione conciliativa che prevedeva – in cambio del nostro silenziamento – la ristrutturazione della scuola di Fabbiano per farci la sede della dell’Asbuc». Il Comune – a loro dire – «ha dato così l’ennesima pessima prova della sua scarsissima rappresentatività popolare, cinicamente intenzionato ad alimentare contrapposizioni (divide et impera) nelle popolazioni della montagna». E ancora: «Oggi il giudice dà ragione alla nostra posizione, e con la sua sentenza assicura alla popolazione la valorizzazione dei suoi territori». —
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