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Perini, l’allarme della Fiom: «Il buio sul futuro dell’azienda»

Donatella Francesconi
Perini, l’allarme della Fiom: «Il buio sul futuro dell’azienda»

Settimana cruciale per le decisioni che la famiglia Tabacchi dovrà prendere dopo la richiesta di concordato presentata durante il periodo di lockdown

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viareggio

Tempi strettissimi per definire l’operazione Perini Navi, dopo il concordato dichiarato in pieno lockdown: «Per le notizie che abbiamo appreso», è la nota diffusa ieri dalla Fiom Cgil e dalla Rsu Perini, «la famiglia Tabacchi dovrà decidere entro questa settimana, se cedere la Perini Navi al cantiere San Lorenzo, oppure se intende rifinanziarla cospicuamente in modo da evitarne il sostanziale fallimento».

Nelle scorse settimane il sindacato aveva chiesto un incontro direttamente con la proprietà del cantiere, incontro mai ottenuto: «Sono trascorse altre due settimane e niente trapela dalla proprietà della Perini Navi. La famiglia Tabacchi continua a non farsi viva nonostante le nostre sollecitazioni».

Il tutto in un quadro che Fiom ed Rsu aziendale definiscono di «assoluta incertezza. Manca un piano di rilancio, la proprietà è ancora latitante ed elude il confronto con il sindacato. Sappiamo che c’è un’offerta sul tavolo da parte di San Lorenzo e vogliamo conoscerne i contenuti per i lavoratori».

Nelle scorse settimane, sindacato ed impresa hanno firmato un accordo che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria. Ma l’attività del cantiere rischia di bloccarsi del tutto, è l’allarme che il sindacato rilancia con forza: «Nel frattempo, le poche lavorazioni in corso stanno terminando. E senza una decisione rapida dubitiamo fortemente che l’azienda una volta che si sarà completamente fermata possa ripartire. Un cantiere come i nostri di Viareggio, che vive grazie al personale proprio e soprattutto al personale delle imprese degli appalti, per poter ripartire in un prossimo futuro avrà bisogno di diversi mesi, ammesso che venga definito l’accordo per la ristrutturazione del debito. Diversamente, il rischio di un fallimento e di una vendita/spezzatino dei cantieri in quella sede si farebbe molto concreta e pericolosa per la continuazione di qualsiasi attività».

Insomma, è la presa di posizione che arriva forte da delegati del cantiere e Fiom: «Riteniamo che non ci sia più tempo da perdere e per questo, come sindacato, non avendo riscontri concreti dalla proprietà, rivolgiamo pubblicamente a Sanlorenzo, la richiesta di un incontro per conoscere la proposta di salvataggio avanzata che ad oggi ci risulta essere l’unica alternativa a una probabile chiusura. Ci sono 130 famiglie tra Viareggio e La Spezia che aspettano risposte: noi non staremo con le mani in mano». —





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