Il Tirreno

Versilia

il lutto 

Oggi i funerali del nonno partigiano «Ci mancherai»

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VIAREGGIO

Oggi alle 17 nella chiesa di San Giuseppe a Torre del Lago l’ultimo saluto a Fortunato Menichetti, il nonno partigiano morto martedì all’età di 96 anni. Anche ieri, mentre la salma è rimasta esposta nella sala di rappresentanza del municipio, sono giunti molti messaggi di cordoglio.

«Con la scomparsa di Fortunato Menichetti - scrive il presidente della Provincia Luca Menesini - se ne va uno dei grandi personaggi della Resistenza nel nostro territorio e del nostro Paese. Nonno partigiano, così era stato soprannominato, per anni ha rappresentato non solo un punto di riferimento in Versilia, ma soprattutto la memoria storica di uno dei periodi più tragici della storia italiana raccontando la guerra, il dopoguerra e l’attività partigiana di quel tempo. Ai suoi familiari va il mio più profondo cordoglio sia personale, sia come presidente della Provincia di Lucca».

«La sua vita - è il ricordo del senatore Massimo Mallegnoi - è oggi un patrimonio di cui noi tutti, che ne siamo stati testimoni diretti, dobbiamo conservare e continuare a rendere fruibile attraverso i suoi libri, le sue narrazioni, i suoi racconti. Era rimasto uno dei pochi testimoni che poteva arrogarsi il diritto di parlare di democrazia e libertà. A Fortunato mi ha sempre legato amicizia e profonda stima. In più occasioni, all’epoca dei miei mandati da sindaco di Pietrasanta insieme al Circolo Rosselli ho voluto che raccontasse la sua esperienza ai giovani e alla nostra comunità anche quando il suo ruolo di testimonial della Resistenza non era riconosciuto. Fortunato era un socialista ed il suo punto di vista non era pienamente compreso. Mi fa piacere che 15 anni dopo sia un simbolo».

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani ricorda di Fortunato Menichetti l’impegno «per i giovani nel tramandare la memoria degli eventi tragici della seconda guerra mondiale e del dramma vissuto in Versilia a causa dell’occupazione nazifascista, non mancava mai di girare le scuole instancabilmente da solo, a bordo della sua auto, per offrire la sua testimonianza e veicolare gli ideali che hanno animato i giovani protagonisti della Resistenza». «Oggi - scrive Romano Pesavento, presidente del Coordinamento nazionale docenti disciplina diritti umani - ci sentiamo più soli, anche se chi ha avuto l’onore di conoscere e incontrare Fortunato non ne dimenticherà mai la tempra da combattente nato tale da sollecitare i giovani a non accettare le ingiustizie sociali ma a combattere per un mondo migliore. Ci mancherà tantissimo». —



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