Sicurezza
RetiAmbiente, il Piano operativo non convince Forte
forte dei marmi
Più passano i giorni e più Forte dei Marmi diviene critico sul processo di riorganizzazione del servizio rifiuti in capo a RetiAmbiente. «Usciamo dalla assemblea di RetiAmbiente Spa con non poca preoccupazione» - hanno dichiarato all'unisono Enrico Ghiselli (assessore all’ambiente ed ecologia) e Andrea Mazzoni (rapporti con le partecipate). «Nel corso dell’assemblea è stato presentato, sia pure molto sinteticamente, il Piano industriale della società che dovrebbe diventare il nuovo gestore dei rifiuti a livello Ato Costa. Un macro gestore che coprirebbe un’area vastissima, mantenendo, a detta del presidente del cda, Daniele Fortini, un forte legame coi territori tramite le società operative localmente».
Gli aspetti che preoccupano Ghiselli e Mazzoni sono molteplici: «Dalla fusione, ormai data per scontata tra Ersu e Sea Ambiente, operazione che non è condivisa, a differenza di quanto dichiarato dal presidente dell’assemblea, da alcuni sindaci del territorio, in particolare quelli di Pietrasanta, Forte e Massarosa, fino a tutte le incognite che nascono pensando ad una gestione accentrata su un consiglio di amministrazione rappresentativo di un area vastissima che avrà anche la facoltà di scegliere gli amministratori delle singole partecipate. Ad oggi non è dato sapere come sia definito il meccanismo del controllo analogo, che solo con un voto “per teste” potrebbe essere realmente aderente alla necessità di tutelare i singoli Comuni».
Tante le perplessità anche sul piano operativo: «Come verrà gestito l’impianto di Pioppogatto? Il presidente di Retiambiente ha già inserito nel Piano industriale investimenti importanti nell’impianto, presupponendo una sua acquisizione, senza tener da conto che ad oggi di proprietà del Consorzio Ambiente Versilia (Comuni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Massarosa, Forte dei Marmi e Seravezza). In sostanza, la direzione è calata dall’alto, così come avvenuto nella scelta del nuovo amministratore di Ersu. I rischi di non avere più peso nell’immediato futuro nella gestione strategica del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sono troppo elevati per poter approvare un piano industriale che, peraltro, non lascia spazio alla realizzazione di isole ecologiche ma insiste sulla linea esclusiva del porta a porta, e pare addirittura portare ad un progressivo incremento delle tariffe». —
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