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Così l’emergenza Covid-19 attenua l’emozione della laurea

Maria cristina ercini
Così l’emergenza Covid-19 attenua l’emozione della laurea

Studenti e professori d’accordo: discutere la tesi online non è la stessa cosa manca il contatto umano a sigillo di un momento così importante della vita

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VIAREGGIO

Ci sono giorni che molti di noi, per noi stessi, per i nostri figli e per i nostri nipoti, sogniamo e aspettiamo per tutta una vita. Uno di questi è il giorno della laurea. Un traguardo importante, un percorso spesso lungo e faticoso. Chi non ha sognato, almeno una volta quel “fatidico” giorno. L'aula magna, la commissione e alle spalle la famiglia e gli amici. Che emozione! Ecco il momento finalmente arriva. Quante cose da fare, a cui pensare. Sarò pronto? Il vestito per la discussione. La festa. Ma tutto è cambiato a causa del Covid. Niente più contatto umano con i docenti, niente più stretta di mano, niente più lo sguardo del professore che ci ha accompagnato in questo lungo viaggio. Tutti a casa, ognuno nella propria, così la tesi viene discussa on line. Stessa emozione? Stessa felicità? Sembra non essere proprio così né per i laureandi né per la loro famiglia e spesso, ma non per tutti, neppure per gli amici. Anche i docenti confessano che è una sensazione diversa. Ciò che manca sembra essere proprio il contatto umano.

Queste sono le emozioni raccolte a casa di Carolina Guidi, con la sua famiglia e le sue amiche, mentre lei discuteva la sua tesi di laurea. «Per me è stato comunque emozionante – confessa Melania Pretini – seguivamo in video la nostra amica, potevamo vedere il suo sguardo mentre lei parlava». «Avevamo visto altre discussioni in aula – dicono Isma Mallegni e Gaia Maurelli – e la sensazione è diversa, la mancanza delle persone e dei professori si sentiva molto». «In ogni caso – conclude Azzurra Vannucchi – il giorno della laurea di uno di noi è sempre una grande emozione sia in aula che in video».

Certo, che dire, essere in aula davanti alla commissione, con la stretta di mano durante la proclamazione un altro effetto lo deve fare. E questo vale per tutti come ci hanno spiegato anche due docenti dell'Università di Pisa: il professor Sandro Paci, docente del corso di laurea magistrale in ingegneria nucleare, e il professor Mike Quartacci, docente di viticoltura ed enologia. «Al nostro corso di laurea – spiega Paci – abbiamo 20 studenti e con loro si crea inevitabilmente un rapporto umano importante. Molti dei nostri ragazzi arrivano dall'estero, in realtà quindi siamo abituati alle lezioni on line, ma in aula è tutta un'altra cosa soprattutto dal punto di vista didattico e soprattutto il giorno della discussione della tesi, se avviene on line, è davvero una cosa diversa. Non solo manca la stretta di mano finale, ma anche l'attento sguardo di noi docenti che abbiamo curato la tesi con i nostri studenti. E poi l'orgoglio di congratularsi di persona per l'importante traguardo raggiunto. Si. Il contatto umano manca».

«Per una facoltà come la nostra – racconta poi Quartacci – in cui tante lezioni devono essere fatte in laboratorio l’obbligo di dover operare on line rappresenta un ulteriore problema. Le discussioni delle tesi di laurea on line? Comunque un giorno importante, anche se l'emozione della proclamazione con stretta di mano di tutta la commissione e di noi docenti è tutta un'altra cosa». Insomma questo Covid continua a limitare le nostre più importanti emozioni e sta davvero trasformando la nostra vita.



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