Guttman: con la musica ringrazio la Versilia che mi ha accolto
Il direttore di Pietrasanta in concerto presenta il festival e spiega il rapporto con la città dove ha scelto di vivere
PIETRASANTA. «Ho sentito e sento una grande responsabilità nei confronti di questa comunità che mi ha ben accolto fin dal primo giorno. Per questo motivo ho fatto il possibile, insieme a tanti amici, per proporre, anche quest'anno, pur fra le mille difficoltà imposte dall'emergenza sanitaria, “Pietrasanta in Concerto”». Michael Guttman è violinista di fama mondiale, ma dalle parti della Piccola Atene della Versilia - dove ha preso casa e residenza - è soprattutto conosciuto per la sua disponibilità, per il suo talento che lo porta a improvvisare melodie all'ombra del Duomo e per essere il direttore di una rassegna - al via ieri sera con Roberto Prosseda al pianoforte, lo stesso Guttman al violino e Jing Zhao al violoncello e in agenda fino al 2 agosto - che nel volgere di 14 edizioni è diventata riferimento nel panorama della musica da camera internazionale.
Che edizione sarà quella 2020?
«All'insegna della rinascita e della solidarietà, del “piccolo è bello” permeata dall'intimità della composizioni cameristiche di grandi compositori: da Mozart, a Rachmaninoff, da Mendelssohn a Vivaldi, da Piazzolla a Nino Rota».
Cosa ha portato in dote la rassegna alla città in questi 14 anni?
«A mio parere grande musica e grandi musicisti e lo faremo anche in questi giorni sia pure ospitando il tutto obbligatoriamente nel Chiostro - con 196 posti a sedere - e non più in piazza Duomo e con una serata speciale, il 30 luglio in Versiliana».
Il Covid in quale modo ha condizionato Pietrasanta in concerto?
«In modo importante: meno pubblico, budget ridotti rispetto al passato anche recente, meno sponsor e anche meno concerti: solitamente erano 10, quest'anno 7. Ma sarà lo stesso, fidatevi, una grande edizione».
È stato difficile convincere i musicisti a partecipare?
«Tutt'altro: questi artisti apprezzano Pietrasanta e in passato hanno dato e avuto molto. Giusto quindi, nell'era della pandemia, fare tutti un po' di rinunce. E poi quando hanno saputo che l'incasso sarebbe stato devoluto alle famiglie in difficoltà, hanno partecipato ancora più volentieri. Con un entusiasmo che mi ha colpito. Gli unici problemi sono stati di carattere logistico, di trasferimento da un paese all'altro».
Dove si colloca Pietrasanta in concerto nel contesto delle rassegne delle musica da camera internazionali?
«In un posto di grande rispetto. La nostra rassegna ha lanciato molti giovani oggi grandi artisti - penso a Vanessa Benelli Mosell, -, a fianco di nomi già affermati. Una sinergia vincente. E che intendiamo continuare a proporre».
I nomi protagonisti, su palco, quest'anno?
«Questa sera si esibirà Alexei Botvinov uno dei più grandi interpreti della musica di Rachmaninov, domani sarà invece possibile apprezzare la diva del piano Vanessa Benelli Mosell. E ancora Alexander Gurning mentre la Versiliana accoglierà, in collaborazione con la Yehudi Menhuin Foundation il violinista salentino Alessandro Quarta, musicista carismatico che rifugge le distinzioni fra classica, jazz e rock e per Pietrasanta in Concerto si esibirà insieme alla cantante Eugenia Amisano, ai Musici di Mus-E Italia e ai Solisti dell’Orchestra da Camera di Bruxelles».
Il Festival vedrà anche la partecipazione del clarinettista Pierre Génisson, mentre il finale della rassegna segnerà il ritorno del flautista numero uno al mondo, Andrea Griminell che si esibirà nel Chiostro in un grande concerto che vedrà insieme sul palco i protagonisti di questa edizione: per intendersi Pierre Genisson, Vanessa Benelli Mosell, Guttman e Jing Zhao.
Nel frattempo Michael Guttman sta già pensando all'edizione del prossimo anno?
«In realtà il programma è stato già definito in buona parte: l'auspicio è che possa coincidere con un ritorno alla normalità. Sarebbe importante per tutti noi».
E lei quanto si sente pietrasantino dopo 14 anni condivisi in terra di Versilia?
«Io mi sento molto pietrasantino: ho avuto l'onore di ricevere le chiavi della città ed è qualcosa che porterò sempre con me e che mi emoziona, qui trascorro parte del mio tempo quando sono libero da impegni di lavoro. Ho un buon rapporto con chi ci abita e con le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute. Pietrasanta è la mia casa. Ecco perché parlo di responsabilità nei confronti della sua gente». —
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