Sicurezza
Cucchiar: la canterai agli angeli tanto un microfono salta fuori
Il saluto commosso dell’autore di “Come un coriandolo” «Fratellino, l’hai ascoltata e ne sei stato subito conquistato»
il ricordo
Sono stati l’autore e la voce della canzone del secolo del Carnevale viareggino, che è nel cuore di tutti.
Gianluca Cucchiar e Egisto Olivi sono le firme inconfondibili di “Come un coriandolo”, l’inno più amato, che come tutte le canzoni di successo è capace di creare un legame indissolubile con chi la ascolta.
Perché arriva a tutti, in maniera semplice, parlando di tutto ciò che è Carnevale e ciò che è Viareggio: felicità, allegria, spensieratezza. E anche tenacia, nei momenti più difficili che la città ha vissuto e che tutti affrontiamo nella vita quotidiana.
«Ciao fratellino, ti voglio salutare così – scrive Cucchiar nel suo ricordo-omaggio all’amico “Egistino” con cui ha condiviso tante gioie – serenamente, in ricordo delle tante belle serate passate insieme al 90° minuto, specie nel periodo della canzonetta dei rioni, quando regolarmente ti portavo la canzone da cantare in ritardo e tu sbottavi: “Sì, ma io ora questa quando la imparo?”. La imparavi, eccome, fratellino e sul palco la esaltavi con la tua calda voce e con la tua passione per la musica di Carnevale. L’anno che ti portai “Come un coriandolo” tu l’ascoltasti una volta ed esclamasti: “Con una canzone così non posso perdere”. E difatti non perdesti. Adesso la canterai agli angeli su nel cielo, perché sono sicuro – conclude Gianluca Cucchiar – che adesso che ci sei tu un microfono prima o poi salterà fuori». —
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