Gioco
Bruno ha perso la vita a causa delle testate contro il cancello di casa
La Procura di Massa ha aperto un fascicolo contro ignoti, lunedì l’autopsia. Si indaga nel mondo dello spaccio e si sta ricostruendo l’ultima notte del giovane
/ massa
Un ragazzo d’oro. Che aveva un buon lavoro, in grado di contribuire alla vita quotidiana della sua amatissima famiglia.
Un momento di black out totale che lo porta a dare testate contro il muro, a caricare come un toro contro il cancello di casa, fino a procurarsi una emorragia cerebrale che sarà la causa della sua morte, a soli ventitré anni.
Un test tossicologico - effettuato subito, all’arrivo del giovane al pronto soccorso dell’ospedale Noa di Massa, prima di essere trasferito a Cisanello - che ha rivelato piccole tracce di cannabinoidi, escludendo invece la presenza di cocaina, anfetamine, barbiturici, anfetamine e benzodiazepine.
Sono questi, ad oggi, gli elementi che la Procura della repubblica presso il tribunale di Massa Carrara ha inserito nel fascicolo aperto per far luce sulla morte del ventitreenne di origini brasiliane Bruno Lima deceduto dopo una sorta di raptus che gli ha fatto distruggere la camera e prendere a testate il cancello.
Attimi fuori controllo che hanno fatto preoccupare la madre a tal punto da chiamare il 118 e da chiedere agli amici del giovane che erano con lui di placcarlo per farlo entrare in ambulanza.
Una morte e tanti interrogativi e il dovuto rispetto a una giovane vita spezzata e ai suoi familiari.
Sarà fondamentale, a questo punto l’esito della autopsia disposta sul corpo del giovane: l’incarico verrà dato ufficialmente questo lunedì dalla procura di Massa-Carrara che sarà quindi competente per quello che attiene le indagini e gli ulteriori accertamenti di carattere investigativo e giudiziario.
A oggi gli elementi su cui lavoreranno gli inquirenti sono parecchi: si sta cercando di ricostruire l’ultima notte di Bruno attraverso le testimonianze degli amici, i messaggi sul telefono cellulare e sul computer.
Fondamentale anche il racconto dei terribili attimi che hanno portato alla morte del giovane: si tratta di momenti che la madre di Bruno ha dovuto raccontare sia agli inquirenti che ai legali, gli avvocati Matteo D’Amico e Corrado Buselli, che tutelano i familiari in questa tragica vicenda.
I legali al momento preferiscono non sbilanciarsi visto che sarà fondamentale l’esame autoptico per cercare di avere qualche elemento in più per capire le cause della morte del giovane brasiliano, ma anche e soprattutto , le cause di quella perdita di controllo, sfociata in atti di autolesionismo che si sono rivelati fatali, portandolofino alla morte.
Il fascicolo che è stato aperto in procura a Massa è per “morte come conseguenza di altro delitto” (reato previsto dall’articolo 586 del codice penale) ed è al momento ancora contro ignoti.
Lo ripetiamo: è davvero determinante capire se il giovane possa essere entrato in contatto con qualche sostanza che ne abbia provocato il comportamento autolesionista e, nel caso, chi possa avergli procurato tali sostanze.
Le indagini si concentrano quindi nel mondo dello spaccio, nello spaccio di sostanze o cocktail di sostanze sarebbe più corretto dire, che potrebbero aver provocato gli atti di autolesionismo che hanno causato la morte del giovane, portato - nel tentativo purtroppo inutile di salvarlo - prima all’ospedale Noa di Massa e poi al policlinico di Cisanello a Pisa.
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