Il Tirreno

Versilia

 

Almeno tre catene alberghiere interessate a Villa Cavanis

Gabriele Buffoni
Almeno tre catene alberghiere interessate a Villa Cavanis

Il cambio d’uso per lo storico edificio ha attirato l’attenzione di molti investitori. Nel progetto un hotel con spa, con la scuola che potrebbe diventare una Rsa

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CAPEZZANO. Bocche cucite sui nomi, ma l’interesse per Villa Borbone delle Pianore - meglio conosciuta come la Villa Cavanis di Capezzano - c’è eccome, anche se dall’istituto religioso che ne detiene attualmente la proprietà vige il massimo riserbo sull’argomento e anzi si arriva a smentire che i piani per ciò che diventerà la storica residenza borbonica siano già in atto.

Il cambio di destinazione d’uso varato con il nuovo piano operativo dal consiglio comunale di Camaiore porta infatti la Villa a poter essere una struttura ricettiva, andando a rendere molto più concrete le voci che già da settimane si accavallavano in merito all’immobile. Per il momento, ovviamente, è ancora prematuro parlare di accordi ma intanto da più fonti arriva la conferma che almeno tre interlocutori sicuri - rappresentativi di altrettanti brand di catene alberghiere di lusso di livello europeo (se non mondiale) - si sono fatti avanti, ponendosi in pole position per compiere l’investimento che trasformerebbe la villa in una residenza ricettiva di primo livello: le cifre, anche solo in questa fase preliminare, sono già vertiginose (si parla di investimenti da 50-60 milioni di euro).

Non solo: per favorire l’interesse degli investitori, non è da scartare l’ipotesi di uno sdoppiamento della proprietà. Se da un lato infatti la residenza storica diventerebbe un hotel con tanto di piscina e centro benessere (da collocare nella parte della proprietà dove un tempo sorgevano le cucine e passavano i carri con i cavalli per le scorte), la scuola - che presenta anche un proprio ingresso separato - potrebbe avere un destino diverso se si rispolvererà quel progetto (già avanzato nel 2016) di realizzare una casa di riposo di lusso per anziani. Anche per la realizzazione di questa Rsa ci sarebbero importanti investitori (non cinesi, come paventato anni fa, ma più probabilmente fondi d’investimento appartenenti alle stesse catene alberghiere interessate al progetto della villa) pronti a bussare alla porta dei padri Cavanis. Che - ma in questo caso si entra davvero nel campo delle ipotesi, visti i tempi ancora acerbi per gli accordi effettivi - sembra siano aperti ad ogni opzione: sia quella di vendere che di affittare la proprietà di Villa Cavanis.

«Tutte le vie sono attualmente aperte e percorribili - ammette semplicemente Giampaolo Dusso, responsabile tecnico per l’istituto Cavanis - l’importante è che la villa torni a vivere e non resti vuota come è stato finora». Intanto poco sembra preoccupare l’ipotesi che uno stop o un rallentamento al progetto possa arrivare dalla Soprintendenza di Lucca, sebbene Villa Cavanis rappresenti un edificio di importanza storica. «La sua rilevanza sotto il profilo storico e culturale ne rappresenta il valore aggiunto - dichiara Dusso - per questo nelle nostre schede tecnico-progettuali prevediamo di utilizzare ogni precauzione affinché gli interventi di riqualificazione abbiano il minimo impatto sul’edificio. Sicuramente dovremo confrontarci con la Soprintendenza - ammette - ma è nostra intenzione lavorare di concerto anche con loro e quelli che saranno gli investitori per stilare il progetto definitivo. Questo sarà un punto imprescindibile per poter mettere mano ad un edificio dall’importanza storica e bellezza uniche come Villa Cavanis». —
 

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