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botta&risposta 

Ex Piscina comunale, è scontro tra Barbara Paci e amministrazione

D.F.

La candidata: «Quanto il sindaco si è impegnato perché la città abbia di nuovo una piscina?» Servetti:«Patrimonio, il fallimento era un atto dovuto»

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viareggio

«Il Comune era socio della Viareggio Patrimonio. La società é fallita e il fallimento ha impoverito la città intera. Quando una società privata fallisce, i soci ne pagano le conseguenze e le abbiamo viste, solo che ci sono andati di mezzo gli interessi dei cittadini di Viareggio: ed ecco, per esempio, niente più piscina comunale»: sono le parole di Barbara Paci, candidata a sindaco per una coalizione di liste civiche e per i partiti del centrodestra unito.

Tre le domande che Paci rivolge al primo cittadino, in corsa per un Del Ghingaro-bis: «Perché nessuno fece opposizione al decreto ingiuntivo della “Ninfea”, facendolo divenire definitivo, nonostante si trattasse di una somma tutto sommato modesta? Perché a nessuno venne in mente di trattare con i creditori o di servirsi del procedimento di sovraindebitamento, prima dell'istanza di fallimento? Perché nessuno si costituì in giudizio per contrastare l'istanza di fallimento, ovvero per richiedere un concordato preventivo, oppure, dopo la dichiarazione di fallimento, un concordato fallimentare?».

Le risposte arrivano dall’assessore Laura Servetti: «Perché nessuno fece opposizione? Non credo che questa domanda sia riferita all’attuale amministrazione. Anche solo per una mera questione di tempi: noi non c’eravamo. L’istanza di fallimento ad opera dell’associazione Ninfea Torrelaghese è datata giugno 2015». Inoltre, continua Servetti: «La legge prevede - tra i presupposti per l’ammissione alla procedura di sovraindebitamento - il fatto di essere soggetti non fallibili. Le società partecipate in house providing sono state dichiarate fallibili con sentenze antecedenti a quella dichiarativa del fallimento della Viareggio Patrimonio».

Ed infine: «Perché nessuno si costituì in giudizio per contrastare l’istanza di fallimento? Perché le condizioni dello stato passivo della Viareggio Patrimonio erano tali che non procedere all’istanza di fallimento avrebbe comportato responsabilità dirette del Liquidatore. In altre parole: la presentazione dell’istanza di fallimento era atto dovuto».

C’è un’ultima questione posta da Paci: «Quanto un sindaco, come persona, si é posto il problema e si é impegnato da primo cittadino per risolvere questo "enigma" contabile e ridare a Viareggio una piscina pubblica dove insegnare nuoto ai ragazzi, fare gare nazionali ed internazionali creando anche un indotto turistico?».

A questa domanda Servetti non risponde. Sullo sfondo c’è un intervento del privato, che ha acquistato dal fallimento della Patrimonio la piscina comunale per farne un nuovo impianto natatorio, che si sta dimostrando più impervio del previsto. Perciò i viareggini continueranno a nuotare negli impianti pubblici della collina versiliese. —



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