Il Tirreno

Versilia

le reazioni 

Cna e Navigo: «Erogazioni pubbliche vitali per le imprese»

d.f.

2 MINUTI DI LETTURA





viareggio

«Episodi del genere gettano discredito su strumenti che sono molto utili al settore, finalizzati alla ricerca, allo sviluppo e all’internazionalizzazione»: così il commento, amaro, di Andrea Giannecchini, presidente della Cna della provincia di Lucca. Ieri mattina la Darsena che produce non parlava d’altro che della denuncia, da parte della guardia di finanza, a carico di un imprenditore accusa di aver - di fatto - utilizzato per altri scopi che non quelli fissati dal bando 100mila euro erogati dalla Regione Toscana. «I miei dipendenti», così le parole di un imprenditore, raccolte dal Tirreno, «hanno ricevuto appena poche settimane fa la cassa integrazione di marzo. E per l’altra impresa ho ricevuto una comunicazione nella quale mi si dice che sono finiti i soldi».

Una indagine, quella delle Fiamme Gialle svolta - è la stessa nota della Finanza a sottolinearlo - «a tutela degli imprenditori onesti», e che «garantisce alla collettività che le risorse pubbliche e i contributi erogati non vengano sottratti in maniera fraudolenta ma siano impiegati per favorire le prospettive di rilancio e di sviluppo dell’economia sana del Paese».

Giannecchini aggiunge: «Siamo di fronte a qualcosa di estremamente spregiudicato, evidentemente. Ribadisco: si tratta di strumenti fondamentali di finanziamento soprattutto per le piccole medie imprese che grazie ai contributi regionali riescono a tenere alta la loro competitività e portare la nostra nautica nel mondo».

Pietro Angelini, per il Consorzio Navigo che si occupa di progettazione su fondi pubblici per la nautica, sottolinea: «Non si tratta sicuramente di una progettazione transitata da Navigo», che si occupa principalmente di interventi più consistenti legati «a ricerca e sviluppo», settore nel quale il Consorzio ormai si è fatto un nome, non solo in Toscana.

«I finanziamenti per l’internazionalizzazione di solito prevedono contributi molto inferiori, rispetto a quelli per la ricerca e lo sviluppo», aggiunge Angelini al telefono con il Tirreno.

Sia per Angelini che per Giannecchini la somma erogata dalla Regione all’imprenditore finito nell’inchiesta della guardia di finanza, «è compatibile con progetti, appunto, di internazionalizzazione fatti da piccole e medie imprese». Proprio quelle cui era diretto il bando della Regione Toscana.

«Vicenda come queste, purtroppo», conclude Pietro Angelini, «creano nel cittadino il sospetto per strumenti economici pubbliche che, invece sono positivi per l’impresa e l’economia italiana. Di fronte a fatti del genere, è del tutto inevitabile che le persone siano indotte a tirare le conclusioni peggiori». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa