Sicurezza
Sos di residenti e turisti «Via dei Lecci è pericolosa qualcuno intervenga»
Viareggio
Passare in bicicletta da via dei Lecci è un’impresa. Con l’auto poi bisogna fare molta attenzione. La strada è stretta, e oggi anche costeggiata da una vegetazione incolta: quanto basta per infastidire gli automobilisti in una sede stradale risicatissima. Ed è una via di comunicazione importante, fra Viareggio e Torre del Lago. Va aggiunto inoltre che il fine settimana viale dei Tigli è chiuso al traffico, quindi più veicoli si riversano su via dei Lecci. Ora, residenti e tanti turisti vorrebbero vedere adottate delle soluzioni per arginare il pericolo, soprattutto per i ciclisti e pedoni: pulire i rami del perimetro, più controlli della municipale (o dissuasori) per far rallentare i mezzi, e rivalutare la questione dello spostamento del muro di villa Borbone (che però la Soprintendenza ha detto che non si può toccare).
Sono i residenti a ricordare che negli ultimi 20 anni ci sono state tre vittime in questa strada: nel 2016 Almisio Agostini di 78 anni, nel 2007 Veronica Giunta di 17 anni, e nel 2010 Renzo Gambini, 84 anni. Due morti mentre andavano in bici, la ragazza in scooter. A segnalare oggi - di nuovo - questo problema è stato Sergio Polvani, che percorre in bicicletta questa strada spesso, per andare al mare o dai parenti a Torre del Lago. «Ho fatto anche una segnalazione alla polizia municipale - dice - perché tutte le canne e i rami che invadono la strada la rendono ancora più pericolosa. L’esposto non è servito a niente». Sulla stessa linea di pensiero anche Roberto Galano, titolare del bar il Sombrerino (proprio all’inizio di via dei Lecci). «Da tempo dà problemi: la carreggiata è stretta per il muro di villa Borbone, e con la bici non è una strada da percorrere. E’ il momento che qualcuno intervenga per migliorarla e fare pulizia del verde».
Al Campeggio La Pineta, il titolare Andrea Bonelli spiega a «tutti i clienti di fare attenzione all’uscita dal campeggio a quella strada maledetta. Più volte ci siamo adoperati per pulirla dalla vegetazione. Anche qui davanti era incolta come lungo tutto il perimetro». Francesco Billi è figlio dell’edicolante della zona. «Nessuno rispetta il limite di velocità (40 chilometri orari, ndr) - dice -, se almeno ci fossero dei dissuasori o i controlli della polizia municipale... Le frasche poi la rendono più stretta. Forse è più importante la sicurezza dei cittadini che un muro che potrebbe essere spostato di due metri per realizzare una pista ciclabile».
Graziella Bellucci e Stefano Iraci sono due clienti affezionati sia al campeggio che a Viareggio. «Non usciamo più in bicicletta, sia per fare la spesa alla Conad che per portare il nipote in spiaggia, è pericolosissima. Adesso c’è tanto traffico rispetto a prima». Infine Adriana Cattalini (di Brescia) e Sabrina Fini, turiste, usufruiscono tutti i giorni di un tratto di via dei Lecci. «Servirebbe un marciapiede - dicono - o una ciclabile. Con i bambini non la faremo più, nessuno rallenta e si rischia di essere falciati». E si preferisce uscire in auto: anche se con tutte quelle piante non è semplice immettersi in strada. — T.B.G.
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