Il Tirreno

Versilia

Sbalzato dal Suv impazzito: vivo per miracolo «Sono finito nel fosso, l’auto era sopra di me»

STEFANO TAGLIONE
Sbalzato dal Suv impazzito: vivo per miracolo «Sono finito nel fosso, l’auto era sopra di me»

Carabiniere in pensione vittima di uno spaventoso schianto sull’A12 a Viareggio: «Immerso mezz’ora nell’acqua, fuori avevo solo la testa» 

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il racconto

STEFANO TAGLIONE

Stenta a crederci anche lui mentre lo racconta. Perché sa di essere «un miracolato». «Sono stato sbalzato fuori dall’auto, dal lato della mia portiera, finendo in un fosso che costeggia l’autostrada. Poi la macchina, che nel frattempo si era ribaltata almeno cinque volte, mi è caduta addosso. Io sono rimasto intrappolato sotto il Suv, ma non mi ha nemmeno toccato, era come se fosse sospeso sul ponte dell’officina meccanica; con la mia testa a pochi centimetri e io che mi reggevo a un gancio sotto per non affogare, in mezzo a ogni sorta di animale».

Sergio Banchellini è sopravvissuto dopo essere stato sbalzato fuori dal suo Hyundai Tucson lanciato in velocità sull’A12. Un terribile incidente, quello avvenuto poco prima delle 11 di venerdì scorso fra i caselli di Viareggio e Pisa nord, iniziato con un colpo di sonno improvviso mentre stava tornando dalla Lombardia, dove vive, a Livorno, e finito in volo sul Pegaso diretto all’ospedale pisano di Cisanello. «Ha presente Squadra speciale Cobra 11, quando succede di tutto e poi alla fine i protagonisti non si fanno niente, uscendone praticamente incolumi? Ecco: a me è andata proprio così, anche se mi sono rotto il bacino, poi il femore e la tibia nella parte destra del corpo. Ma per come è stata la dinamica dovevo morire. Insieme ai soccorritori, infatti, devo ringraziare la Madonna di Montenero».

Banchellini ha 60 anni e per 40 ha fatto il carabiniere. È stato il comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, in Lombardia, dove vive e dalla Presidenza della Repubblica ha ricevuto pure una medaglia d’argento ai benemeriti della cultura e dell’arte. «Mentre ero immerso nell’acqua non sentivo nulla, davvero alcun dolore, ma la gamba andava “per i fatti suoi” – racconta – e io, per evitare di affogare, mi reggevo con la mano a un gancio della macchina. In quel momento ero molto fiducioso di riuscire a salvarmi, perché forse il peggio era passato, ma temevo di annegare. Sarò rimasto nell’acqua per mezz’ora, c’erano animali di ogni tipo in quel fossato stagnante, penso servisse per irrigare i campi vicino all’autostrada. Non avevo freddo».

In quel momento il militare ha tirato fuori tutte le sue forze. «Io me li ricordo questi incidenti, ho lavorato 40 anni nell’Arma prima di andare in pensione – racconta – e non sono mai finiti così. Normalmente sul Tirreno avreste dovuto scrivere un altro epilogo». Banchellini stava tornando nella sua Livorno per godersi qualche giorno di relax, visto che abita in Lombardia. «Non ho mai rotto i legami con la mia città – racconta – sono anche un abbonato amaranto, torno sempre per vedere le partite. Anche se ultimamente è una tragedia, perdiamo sempre. Ieri sera (venerdì sera per chi legge ndr) non l’ho vista in tv, com’è andata? Abbiamo perso? Vabbè, non è una novità purtroppo. Ma torneremo a vincere». —

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