Gioco
Il Dap Festival va in scena alla Versiliana Ferrali: «Uniremo danza e solidarietà»
PIETRASANTA
«L’immagine della danza è da sempre legata all’infanzia. Lo sarà ancora di più quest’anno, con una serata che unirà, in simbiosi, la proposta artistica con la solidarietà». Parole, quelle di Adria Ferrali, direttrice artistica del Dap Festival, che alla soglia della quarta edizione, vincolata dalle mille restrizioni imposte dal Covid, lancia comunque un messaggio di ottimismo e di presenza con un evento dedicato alla danza contemporanea che andrà in scena il 25 luglio – ore 21,30 – sul palco della Versiliana.
«A causa del Covid – spiega Ferrali – quest’anno il festival ha rischiato di saltare. Eventualità a cui non abbiamo mai voluto credere. Alla fine abbiamo puntato su un’unica serata, al posto delle due settimane di scuola e di spettacoli, pur sempre di grande qualità artistica e di studio».
Cosa lega il Dap Festival alla città di Pietrasanta?
«La vocazione per l’arte, il privilegiare un’identità internazionale, la valorizzazione degli scambi e dei progetti. I laboratori artistici così come le nostre masterclass rappresentano un riferimento per l’insegnamento».
La pandemia cosa vi ha imposto?
«A rivedere le modalità del nostro Festival. La danza è contatto: non c’erano le premesse per riproporre quello che appartiene ala nostra iniziativa. E alla fine è venuta meno la partecipazione di diverse decine di studenti provenienti da Russia, Usa, Svezia, Danimarca».
Studenti che torneranno, fra un anno, a Pietrasanta sempre nel contesto del Dap Festival?
«Assolutamente sì. C’è piena condivisione, in questo contesto, con Il Ministero dei beni culturali così come con il comune di Pietrasanta».
Che serata sarà quella del 25 luglio in Versiliana?
«Come sempre ospiteremo artisti internazionali, questa volta impegnati in un progetto che ha molto a che fare con l’attualità, ma anche con la solidarietà, dato che parte del ricavato della vendita dei biglietti verrà devoluto alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Per uno spettacolo che prevede tre esibizioni con protagonisti la Compagnia Zappalà Danza, la New Dance Drama e la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola. A Roberto Zappalà il compito di aprire la serata con un lavoro ad hoc estratto da un’opera precedente che indaga sulla violenza e sulle lotte dell’umanità attraverso le figure di Caino e Abele. A seguire toccherà all’interprete di punta della New Dance Drama, Tamara Fragale, che danzerà Ermione, evocando le trame care al Vate D’Annunzio. Dopodiché sarà la volta di un viaggio ideale attraverso la danza affilata come un bisturi del coreografo Michele Merola».
Nel frattempo avete promosso e lanciato un progetto multimediale: di cosa si tratta?
«La pandemia ha imposto, a tutti noi, di lavorare, in contesti diversi, a determinati progetti creativi. Da qui l’idea di sviluppare una serie di coreografie ispirate alla pineta, al mare e alla scultura, chiamate ad accomunare un numero importante di artisti. Immagini che saranno riproposte attraverso una puntata televisiva supportate dalla serata in Versiliana. Il tutto come messaggio, positivo, in vista dell’edizione del prossimo anno». —
L.B.
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