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Paci, la squadra c’è: «Siamo tutti uniti»

Donatella Francesconi
Paci, la squadra c’è: «Siamo tutti uniti»

Presentazione al Fienile con tre obiettivi: bus scolastici, promozione turistica del Comune e attenzione al sociale

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VIAREGGIO. Le scuole senza trasporto scolastico, «con bambini e ragazzi disabili che non possono neppure fare le piccole gite sul territorio», ma anche «quanto ci hanno raccontato gli albergatori degli hotel a 4 e 5 stelle che hanno dovuto organizzare in proprio i trasporti da e per l’aeroporto di Pisa, comprensivi di video promozionali da loro prodotti per proiettarli durante il tragitto», passando «per il bagno di sangue che l’economia cittadina vivrà a fine stagione»: eccola, Barbara Paci, al circolo “Il Fienile”, cuore del Varignano, con la squadra al completo.

Alla quale si è aggiunta ieri anche la ex consigliera 5Stelle, Annamaria Pacilio. Liste civiche (Lista Paci, “Per la nostra terra-Partite Iva”, “Civica.Mente”, “Viareggio civica” e “Attiva”) e partiti del centrodestra insieme (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cambiamo con Toti) hanno riempito la sala ed ascoltato la presentazione della candidata affidata ad Aldo Belli, già assessore alla cultura del Comune di Viareggio, e poi le parole di Paci. Che ha affrontato una delle questioni all’attenzione della politica lanciata verso la campagna elettorale: «Ventimila euro di opuscolo da 74 pagine consegnato ai viareggini porta a porta per illustrare cosa è stato fatto dall’amministrazione in carica. Ed allora, invece, io mi chiedo: cosa non è stato fatto? Non è stato ripristinato il trasporto scolastico, per esempio, come mi segnalano le insegnanti».

Non una questione minore - continua Paci - «perché un sindaco deve guardare all’insieme dei suoi cittadini, primi fra tutti i più deboli. Perché ciascuno deve essere tutelato, protetto, ascoltato».

Un ascolto che Paci rivendica come cifra distintiva della propria campagna elettorale prima e del suo mandato dopo, in caso diventi sindaco: «Non scopro tutte le carte dei punti programmatici, perché dobbiamo parlare con voi», ha detto la candidata rivolta alla sala, «raccogliere le vostre idee, creare punti sui quali lavorare e concretamente portarli a realizzazione».

Campagna elettorale che Paci va ad affrontare - ha testimoniato lei stessa - in un clima davvero brutto: «Non vi dico le offese, con epiteti che non riporto, che mi arrivano anche dalla donne che occupano posti di rilievo nell’amministrazione in carica. Mi chiedo: si deve umiliare una donna quando si è donna? Perché per noi devono esservi suolo ruoli secondari?».

Detto ciò Paci rivendica «una compagine unita come non si vedeva da decenni», presenti in sala gli esponenti di tutti i partiti che la sostengono e tanti protagonisti delle liste civiche che della coalizione fanno parte come colonna vertebrale dell’intera operazione. Liste che Paci così descrive: «Coraggiose, spavalde, presenti sul territorio».

È con questo “esercito” che Barbara Paci annuncia di essere pronta ad emulare “Elisabetta La Grande” impegnata contro il re di Spagna Filippo II e la sua Invincibile Armata, «un re bigotto circondato da una corte oscura» fronteggiato «da una regina che chiese ai suoi cittadini di partecipare alla battaglia molto complicata. E l’Invincibile Armata fu sconfitta, con la sua visione anacronistica, senza futuro». —


 

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