Gioco
Accordo Pd-Del Ghingaro: 21 firme per chiedere «una riflessione»
La presa di posizione di esponenti di spicco del partito dopo le dimissioni di Luca Poletti da capogruppo in consiglio comunale
VIAREGGIO. Le dimissioni di Luca Poletti da capogruppo del Pd di Viareggio hanno colpito gli iscritti al partito che hanno contestato la scelta del commissariamento decisa dai vertici regionali. «Dimissioni che ci addolorano e ci appaiono per quello che sono», si legge nella nota che porta 21 firme, «un atto che dimostra come il percorso intrapreso dal commissario Alessandro Franchi (nella foto con Giorgio Del Ghingaro), inviato dalla segreteria regionale per stringere un accordo “a prescindere” con il sindaco uscente, sia artificiale e non rispettoso della volontà, pubblicamente espressa, della maggioranza degli iscritti. L’onestà, la lealtà, la generosità di Luca Poletti, che ha dedicato questi cinque anni della sua vita alla città, che ama in maniera sincera e disinteressata, sono un dato comune per tutti coloro che hanno avuto il piacere di seguirlo dentro e fuori dal partito». Perché, «al di là di normali divergenze di opinioni e di posizioni politiche il suo comportamento in consiglio comunale è stato ineccepibile, con un’opposizione sempre costruttiva e mai pretestuosa o insultante».
Poletti - scrivono Elena Tozzi, Leonardo Betti, Chiara Sacchetti, Margherita Rinaldi, Gianmarco Romanini, Glauco Dal Pino, Gabriella Biancalana, Daniele De Plano, Elisa Montaresi, Lorenzo Tosi, Gisa Mazza, Marina Bailo, Giancarlo Giannecchini, Lorenzo Bertoli, Stefanella Liberatore, Grazia Sinagra, Anna Giunta, Monica Mosca, Anna Coli, l’ex segretaria del circolo Pd Viareggio Maria Cristina Marcucci e l’ex segretario di Torre del Lago Marino Bertolucci - «ha mantenuto sempre un approccio collaborativo e rispettoso dei ruoli anche all'interno del partito, in continuo e costante contatto con la segreteria prima di Filippo Guidi e poi di Leonardo Betti, senza mai sottrarsi agli impegni, ricoperti anche a livello provinciale, nonostante la gravosa situazione familiare degli ultimi tempi. Un uomo prezioso e stimato che non farà parte della lista del Partito democratico. Ci chiediamo a questo punto, anche dopo le esternazioni tv del commissario che ha parlato di “esperti esterni” da mettere nella lista Pd, se non si debba riflettere su un’alleanza che si rivela sempre più forzata ed esclude di fatto tutto il gruppo dirigente del Pd di Viareggio, come suoi autorevoli rappresentanti. Cancellare chi ha guidato il partito negli ultimi 5 anni per “sostituirlo” con chi? I nuovi iscritti 2020? Ex iscritti di nuovo "folgorati" dal Pd? Una riflessione ci pare d'obbligo a soli due mesi dalla scadenza elettorale».
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