Gioco
Una legge di iniziativa popolare contro la vendita di cimeli fascisti
È la proposta lanciata ieri a Firenze dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona «È il momento di rendere applicabili valori e principi della Costituzione italiana»
Stazzema
Una legge per punire la vendita di oggetti con simboli fascisti. Due articoli – già scritti in una bozza dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona – per affermare inoltre che è un reato scrivere frasi o inneggiare al fascismo anche sulla rete, online. Infine per inasprire le pene su ciò che già è considerato reato dalla legge Mancino (la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico) se ci sono riferimenti ai regimi totalitari ben noti. Contiene tutto ciò la proposta di legge, che sarà di iniziativa popolare, che stanno studiando all’Istituzione Parco nazionale della pace di Sant’Anna (Verona ne è il presidente). «Ho sentito l’esigenza di fare qualcosa – dice il sindaco, che sarà il primo firmatario – perché da troppi mesi, se non anni, vengono infangati e calpestati i principi e gli articoli della Costituzione ».
Per prima cosa, il sindaco dovrà formare un comitato (che sarà composto da dieci personalità illustri), così prevede l’iter con il quale il disegno di legge può approdare prima alla Camera e poi al Senato per essere approvato. Prima però ci vogliono anche 50mila firme autenticate che la sostengono. «Sono due articoli di legge – dice Verona –, sono già scritti. Li faremo valutare ancora da altri esperti e poi inizieremo l’iter. Stiamo pensando alle dieci personalità per costituire il comitato: fra queste ci sarà senz’altro un rappresentante dell’Anpi Toscana, e altre figure del mondo della cultura».
Il primo articolo della proposta di legge riprende un altro disegno di legge (mai approvato) che aveva come primo firmatario il deputato Pd Emanuele Fiano: aveva ottenuto l’ok dalla Camera dei deputati ma non dal Senato, e quindi si è arenata. Introduceva il reato per la propaganda di «immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco». La pena era dai sei mesi a due anni. Riguardava anche il divieto di vendita di oggetti relativi ai regimi totalitari.
Ad agosto il sindaco Verona vorrebbe dare il via a tutti gli adempimenti per la proposta di legge. «Serve una norma precisa – dice – in cui si dichiari l’illegittimità di certi gesti, riti o azioni, come la commercializzazione di simboli che rievocano nazionalismi che sono stati contro la libertà e la democrazia sconfiggendo il fascismo e il nazismo».
Come primo atto, il comitato, dovrà presentare il testo alla cancelleria della Corte di Cassazione. Successivamente, il disegno di legge verrà presentato alle due Camere, poi comincerà la raccolta firme, conclusa la quale verrà riportato in parlamento per la discussione e la votazione. Tuttavia va detto che nella storia della Repubblica italiana, che contempla proprio questa forma di democrazia diretta, sono state davvero poche le proposte diventate legge partendo da un’iniziativa popolare. Verona ha lanciato questa proposta rispondendo alle domande dei giornalisti fuori da Palazzo del Pegaso a Firenze dopo l’apertura della mostra “I nostri primi 50 anni” realizzata dal consiglio regionale. —
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