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sant’anna di stazzema 

La Germania rende onore a Enrico Pieri ed Enio Mancini

Tiziano Baldi Galleni
La Germania rende onore a Enrico Pieri ed Enio Mancini

Martedì nel Parco della Pace i due superstiti dell’eccidio saranno insigniti  dall'ambasciata tedesca dell’onorificenza di Cavalieri della Repubblica federale

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STAZZEMA. La cerimonia per il conferimento dell’onorificenza di Cavalieri dell’ordine al merito della Repubblica federale tedesca ad Enrico Pieri ed Enio Mancini ci sarà martedì, a Sant’Anna di Stazzema. Avverrà sulla piazza della chiesa, alle ore 14. I due superstiti della strage del 12 agosto 1944 saranno insigniti di questo riconoscimento per «particolari benemerenze acquisite verso la Repubblica federale di Germania», aveva scritto l’ambasciata tedesca a Roma nella lettera ufficiale in cui a maggio gli aveva annunciato la storica decisione.

Nell’occasione interverranno Maurizio Verona, sindaco di Stazzema e presidente dell’istituzione Parco nazionale della pace di Sant’Anna, e il ministro Annette Walter, capo ufficio culturale dell’ambasciata della Repubblica federale a Roma.

L’importante conferimento arriva direttamente dal presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier. Enrico ed Enio erano tra quei bambini di Sant’Anna di Stazzema che il giorno della strage videro con i loro occhi il massacro di centinaia di innocenti.

I due superstiti hanno raccontato per anni la loro testimonianza, come se fosse una missione: e per loro lo è. «Di memoria c’è bisogno – dice Enrico Pieri – il riconoscimento che ci conferisce l’ambasciatore tedesco a nome della Repubblica federale è importante perché è il riconoscimento di ciò che è accaduto a Sant’Anna di Stazzema. La trasmissione della memoria e la diffusione della conoscenza della strage – dice Pieri – sono fondamentali. Non voglio immaginare un’Europa ancora divisa: è un messaggio che dobbiamo passare alle giovani generazioni. E questo vale per tutti, non solo per l’Europa: con le armi si distrugge tutto e non si crea niente».

Enrico perse tutta la sua famiglia nell’eccidio: i suoi cari vennero ammazzati davanti a lui, bambino di dieci anni, nascosto nel sottoscala della cucina. Enio invece aveva sei anni, fu risparmiato da un giovane soldato delle SS che sparò in aria invece di ucciderlo.

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Mancini non si aspettava di essere insignito del titolo di Cavaliere al Merito. «Come tutte le cose inaspettate è molto gradita. Credo che dalla Germania si sia voluto premiare l’impegno per la memoria, mio e di Enrico. La memoria è essenziale perché se non c’è memoria del passato si corrono gravi rischi per il presente e soprattutto per il futuro. Ringrazio la Repubblica tedesca per questo riconoscimento però resta un rammarico: la mancata giustizia, in Germania, per Sant’Anna. In Italia, anche se dopo 60 anni, la giustizia è arrivata, in Germania no. Questo lascia amarezza». —


 

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