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I dipendenti di Perini Navi: «Noi persi nell’incertezza dall’azienda zero risposte»

gabriele buffoni
I dipendenti di Perini Navi: «Noi persi nell’incertezza dall’azienda zero risposte»

Si sono riuniti in protesta ieri mattina davanti alla sede del colosso nautico viareggino. Lunedì partirà la cassa integrazione straordinaria

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viareggio

Sono comprensibilmente preoccupati gli operai di Perini Navi che ieri mattina, davanti alla sede dell’azienda viareggina si sono riuniti in un presidio di protesta. Si è trattata dalla logica conseguenza di quanto accaduto mercoledì durante il fallimentare incontro con l’amministratore Lamberto Tacoli. «Volevamo risposte da parte della proprietà - dichiara Stefano Da Prato, operaio e sindacalista della Fiom Cgil - stiamo vivendo una fase critica e molto preoccupante: mesi fa ci avevano detto che dall’azienda sarebbero arrivati chiarimenti sul futuro anche occupazionale a Perini Navi, invece durante il periodo di lockdown ci hanno contattato confermandoci solo i seri problemi per il futuro dei nostri posti di lavoro. L’incontro con l’amministratore delegato era l’occasione ideale per darci le risposte che chiediamo da tempo, soprattutto visto che lunedì prossimo entreremo in cassa integrazione straordinaria e che l’unico reparto che rimarrà aperto sarà l’ufficio personale, per sbrigare le pratiche burocratiche. Vogliamo che l’azienda prenda posizione - conclude - e che siano chiari nello spiegarci in che situazione siamo, perché ne abbiamo diritto come lavoratori».

«L’incertezza è ciò che ci fa più paura - commenta Fabio Righi, dipendente e membro della Rsu - lo stipendio è quello che è: con la cassa integrazione arriveremo a 850 euro al massimo, come facciamo a mantenerci le nostre famiglie? Mi dispiace anche per Tacoli - ammette - perché la proprietà lo ha proprio lasciato solo: la sensazione che ho avuto anche nell’incontro che abbiamo avuto con lui è che fosse ormai abbandonato a se stesso. Con noi lui è sempre stato una persona corretta, capace di dirci le cose come stavano. Stavolta invece sembrava anche lui perso nell’incertezza».

Ad essere a rischio in questo clima povero di certezze che ormai da settimane domina in Perini sono oltre 130 posti di lavoro tra cui anche molte donne e madri. «Lavoro qui da poco più di un anno - racconta Agnese Buscaldi, dipendente del settore “ambiente e sicurezza” del colosso nautico - e mi trovo in una situazione particolarmente instabile: ho un mutuo da pagare e non posso continuare a vivere senza certezza del mio lavoro. Ci diano una risposta, nel bene o nel male: se dobbiamo cercare altre occupazioni dobbiamo rimboccarci le maniche dato che al momento nessuno sembra disposto ad assumere, ma rimanere in questo limbo è solo deleterio per tutti i dipendenti. Abbiamo bisogno di chiarezza, non è possibile a questo punto non avere idea di come sarà il futuro». «Io ho una bambina di quattro mesi - racconta Debora Bicicchi - e al mio rientro dalla maternità mi sono trovata la “bella sorpresa” della cassa integrazione. Attualmente si naviga a vista e io veramente non so cosa fare a questo punto: io al di fuori di quello che è il mio posto di lavoro attuale non ho altre opportunità perché qualunque altro datore di lavoro tentennerà dato che non ho fatto la maternità facoltativa, e potrei quindi recuperarla per sei mesi, e soprattutto per tre anni non potrò fare il turno di notte e di conseguenza le trasferte di lavoro. Per una madre nella mia condizione questa situazione è ancora più difficile da sostenere». —

gabriele buffoni

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