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Dove passa la fibra l’asfalto non ritorna L’azienda: «Scaviamo solo se necessario»
Dopo la clamorosa protesta al Mercato, viaggio lungo le strade-groviera della città: dal centro alla periferia nessuno si salva
viareggio
Chi imbocca via Fratti pedalando da via Garibaldi rischia di schiantarsi a terra, con la ruota in curva nello sterrato lasciato dai lavori per la posa della fibra. Chi percorre via Pisano, dalla stazione Vecchia in poi - che sia in bicicletta, in moto od in scooter - è costretto a viaggiare quasi al centro della strada: lato case c’è lo scasso della fibra non riasfaltato ed il resto della carreggiata si sta aprendo. Non va meglio in via Vespucci- angolo via Fratti, dove si trova Villa Argentina. Per non parlare di via Sant’Andrea e di decine di altre strade di Viareggio, dal centro alla periferia. Dove sono ripresi i lavori dal 13 luglio, con durata fino ai primi di settembre, toccando anche la Darsena.
Martedì mattina i commercianti della zona pedonale del mercato di piazza Cavour si sono trovati con cantiere e scavi, senza essere stati avvisati. Ed è scoppiata la protesta, più che motivata, tanto che “Open Fiber”, la società che ha la convenzione con il Comune di Viareggio, ha sospeso l’intervento, rinviandolo. Ma il problema si ripresenterà in tutte le zone della città indicate dalle ordinanze firmate dalla comandante della polizia municipale, Iva Pagni.
«Per legge bisogna fare un ripristino stradale provvisorio», spiega l’azienda che opera in convenzione con il Comune, «dopodiché bisogna dare tempo allo scavo di assestarsi e può trascorrere anche un mese, e poi c’è la stesa dell’asfalto definitivo». Eppure è sotto gli occhi di tutti come vi siano interi chilometro di asfalto aperti e mai più asfaltati, come accade - per esempio - in via Nicola Pisa, dove i lavori per la posa della fibra risalgono ormai ad oltre un anno fa. «In via Pisano in accordo con il Comune abbiamo anticipato i lavori e l’asfalto definitivo lo farà il Comune», spiega ancora Open Fiber. Solo che il Comune - ovvero Mover - sarebbe dovuta intervenire ancora prima dell’emergenza sanitaria, poi tutto si è bloccato, ed in questi giorni sono in corso le riunioni per quanto concerne i sottoservizi, cui l’asfaltatura è subordinata. Mentre la strada si fa ogni giorno più pericolosa, tanto che la stessa comandante della Municipale ha più volte sollecitato l’asfaltatura.
Oper Fiber, interpellata dal Tirreno, aggiunge: «La parte su cui scaviamo, a Viareggio, è solo il 30% dell’infrastruttura. Per l’altro 30% riutilizziamo infrastruttura aerea di Enel e per l’altro 40% i sottoservizi di pubblica illuminazione. Come vincolo da convenzione con lo stesso Ente pubblico».
Convenzione nella quale si legge che «la trincea tradizionale sarà prevista solo ove non sia possibile ricorrere a nessuna delle altre soluzioni», tutte altamente meno impattanti. In città, in realtà, si sono visti perlopiù solo veri e propri scavi di grande impatto sia durante l’esecuzione, sia per la “traccia” lasciata. E non si capisce perché, visto che l’azienda assicura: «Di solito procediamo con la mini trincea, larga 10 centimetri e profonda 30, a margine della strada. Se facciamo lo scavo tradizionale significa che è davvero l’ultima opzione. Anche perché a costa di più». —
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