Il Tirreno

Versilia

la manifestazione al “parco nassirya” 

Il grido infuriato dei genitori «No ai tagli sulle scuole»

Gabriele Buffoni
Il grido infuriato dei genitori «No ai tagli sulle scuole»

Oltre cinquecento persone riunite in protesta contro l’amministrazione  Raccolte quasi 400 firme per chiedere ai consiglieri di far cadere il sindaco

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massarosa

Hanno raccolto quasi 400 firme, tutte di mamme e papà infuriati con l’amministrazione comunale per aver tagliato i servizi scolastici (mensa e trasporto in primis) e per non essere in grado di garantire il rientro a partire da settembre (e per tutto l’anno scolastico) nelle scuole e negli asili nido. Tutti ben decisi a chiedere ai consiglieri comunali di non votare il bilancio di previsione e, quindi, di far crollare l’attuale giunta.

Un risultato - a cui vanno aggiunte le oltre 4mila visualizzazioni della diretta video su Facebook - che va oltre le aspettative dell’associazione “Spazio Libero” che, insieme ai vari comitati di genitori e insegnanti, ha organizzato lunedì sera un’assemblea pubblica nel centro del parco “Caduti di Nassirya” a Massarosa. A pochi metri dal municipio ma senza - come sottolineano gli organizzatori - che nessuno dell’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Coluccini si sia fatto avanti. Eppure è proprio al primo cittadino che i tanti genitori presenti alla manifestazione avrebbero voluto rivolgere le loro domande e le loro proteste.

«Meglio ancora, vorremmo delle risposte - dichiara Andrea Cozza, padre di una bambina di Quiesa - quello che vogliamo tutti noi riuniti qui è che le cose tornino normali, come prima. Non possiamo chiudere scuole come quella di Quiesa lasciando poi dappertutto i bambini senza servizi fondamentali come mensa e trasporti. Io non so ancora dove mandare mia figlia a scuola a settembre e, se dovremo portarla noi altrove, o io o la mamma dobbiamo ridimensionare i nostri impegni a lavoro. La cosa, con un mutuo da pagare, è molto complicata».

«Questa situazione sta danneggiando tutti - commenta Laura Tomei, mamma di due gemelli di Bozzano - in particolare i bambini che hanno bisogno di particolari attenzioni anche dal mondo della scuola. Io ho mio figlio che passerà alla materna a settembre mentre la bambina ha ancora bisogno di un anno di nido. Il livello di assistenza e preparazione che ho trovato a scuola è altissimo e poi d’improvviso è arrivata la decisione di garantire gli asili nido solo fino a fine anno. Lavorando entrambi, come facciamo a gestire tutto? Senza mensa e quindi rientri al pomeriggio saremmo costretti a prendere una baby-sitter, il che rappresenta una spesa in più oltre al fatto che a mia figlia verrà a mancare una struttura d’eccellenza e d’aiuto per lei come il nido in cui si trovava».

«Ci siamo riuniti qui perché siamo stanchi di questo clima fatto di continua strumentalizzazione politica - dichiara Georgia Bertuccelli di Piano di Mommio, mamma di due bambini e tra gli organizzatori della manifestazione - i cittadini ne stanno facendo le spese a livello comunitario, tanto che hanno paura ad esporsi e a parlare. Ora deve finire, perché si parla di scuole e di bambini e non si può scherzare su questo: a questo punto un sindaco non serve più. I tagli che potevano essere fatti su Massarosa - dichiara - Coluccini li ha eseguiti tutti. Un commissario a questo punto non può fare niente di peggio». «La scuola di Quiesa, tra tutte, colpisce per l’immobilismo - dichiara Marzia Lucchesi, insegnante - a differenza delle altre realtà scoloastiche ci sono i fondi e le prerogative per poterla riaprire, ma non riusciamo a capire perché si continui a non fare niente. Eppure settembre è vicino». —

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