La manifestazione
L’albero crollato controllato 4 anni fa e giudicato non a rischio
Il Comune fa abbattere altri due ippocastani vicini «Il fungo che ha attaccato queste piante è stato rapido e le ha rese molto fragili»
pietrasanta
«È stata solo una questione di fortuna».
Parole in calce, quelle a firma dell’amministrazione comunale, che danno l’idea della tragedia sfiorata domenica scorsa, quando in piazza Carducci è stramazzata al suolo una pianta.
Nessun danno alle persone; qualche problema, invece, per l’arredo del vicino bar Il Ristorum.
Sta di fatto che nella giornata di ieri, sono stati abbattuti gli altri due alberi presenti nella stessa piazza.
«Nessuno di noi prova piacere nell’abbattere un albero, in particolare modo alberi con una storia come i tre ippocastani all’ingresso del centro storico, ma non possiamo più permetterci di rischiare nuovi imprevedibili crolli. Ci auguriamo che coloro che, in questi anni, hanno sempre criticato le manutenzioni preventive degli alberi ne comprendano invece l’importanza. L’albero stramazzato, domenica scorsa, era stato censito nel 2016: non presentava particolari condizioni di fragilità se non quelle legate alla sua età. Non era stato classificato dai tecnici come pericoloso, altrimenti saremmo già intervenuti come è successo per esempio per gli altri alberi che si trovavano sempre a Porta a Pisa o lungo il viale Apua. Il fungo che ha colpito l’albero caduto, ed gli altri due ippocastani in sequenza, li ha resi troppi fragili. Si è sviluppato molto rapidamente. Per questa ragione sono stati abbattuti preventivamente. È invece in valutazione lo stato di salute del tiglio sul vicolo Rabaioli: spetta ai tecnici l’ultima parola. Se ci sono pericoli potenziali sarà abbattuto anche questo».
Fin qui il Comune mentre si innesca la polemica sulle responsabilità.
Un fatto è certo: nel cuore del centro storico, due giorni fa, il rischio è stato significativo.
C’è chi, solo per la benevolenza del destino, ha infatti evitato di trovarsi sotto l’albero, per questione di attimi. «Mi sono fermata a guardare una vetrina per pochi secondi: se non lo avessi fatto – ci racconta una testimone – sarei stata colpita sicuramente».
Una ragione in più perché simili episodi non si ripetano e per fare chiarezza. —
l.b.
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